Martedì, la Securities and Exchange Board of India (SEBI), l'autorità di regolamentazione dei mercati finanziari indiani, ha proposto una serie di misure volte ad aumentare la liquidità nel mercato dei derivati agricoli, con l'obiettivo di attrarre un maggior numero di investitori e stimolare gli scambi.
Tra le principali riforme in esame vi è l'introduzione di un sistema transitorio di regolamento in contanti per alcuni contratti agricoli. Questi contratti potrebbero inizialmente essere regolati finanziariamente, per poi passare alla consegna fisica dei beni una volta raggiunte determinate soglie.
In India, i contratti derivati su materie prime sono generalmente subordinati alla consegna fisica delle materie prime coinvolte. Secondo la SEBI, questo requisito a volte complica le transazioni e limita la partecipazione degli investitori riducendo la liquidità del mercato.
L'autorità di regolamentazione sta valutando la possibilità di includere in questo progetto pilota prodotti agricoli come mais, arachidi e peperoncini. Le soglie per il passaggio alla consegna fisica verrebbero determinate in base al volume medio giornaliero di scambi, alle posizioni aperte o a un periodo massimo di due anni dal lancio dei contratti.
La SEBI, tuttavia, ha insistito sul fatto che ciò non costituiva un abbandono del principio della consegna fisica, presentando il pagamento in contanti come una soluzione temporanea volta a facilitare lo sviluppo del mercato.
In un documento separato, l'autorità indiana ha anche proposto di allentare i limiti di posizione sui derivati agricoli. Per le materie prime con un impatto diretto sull'inflazione, questi limiti potrebbero essere innalzati allo 0,5%, rispetto all'attuale 0,25%. Altre categorie di materie prime ampiamente scambiate potrebbero vedere i loro limiti massimi aumentati all'1% e al 2%.
L'autorità di regolamentazione intende inoltre porre un limite alle sanzioni relative al superamento dei limiti di posizionamento dei prodotti agricoli, mentre attualmente non esiste un limite massimo.
Queste proposte rientrano in un più ampio sforzo da parte delle autorità indiane per rendere i mercati delle materie prime più attraenti, in particolare per gli investitori istituzionali. Reuters aveva già rivelato a dicembre che un comitato incaricato dalla SEBI stava preparando raccomandazioni volte ad allentare le norme che regolano questi mercati.
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