Le forze armate statunitensi hanno annunciato di aver intercettato la petroliera Davina, una nave soggetta a sanzioni e priva di bandiera nazionale riconosciuta, durante un'operazione nell'Oceano Indiano. Questo intervento rientra negli sforzi di Washington per rafforzare il controllo sul commercio marittimo legato all'Iran.
Secondo il Comando Indo-Pacifico degli Stati Uniti, l'operazione si è svolta nella notte tra giovedì e venerdì. Le autorità statunitensi hanno diffuso immagini che mostrano il personale militare a bordo dell'imbarcazione, descritta come parte delle reti marittime a supporto del commercio di petrolio iraniano.
L'intercettazione avviene in un momento di altissima tensione nella regione. Gli Stati Uniti hanno intensificato le pressioni sulle esportazioni di petrolio iraniano, mentre Teheran è accusata di ostacolare la navigazione nello Stretto di Hormuz, una via navigabile strategica per il commercio globale di idrocarburi.
In una dichiarazione diffusa sui social media, il comando statunitense ha affermato che continuerà le sue operazioni di sorveglianza marittima in tutto il mondo per smantellare le reti illecite e intercettare le navi che forniscono supporto materiale all'Iran. Negli ultimi mesi, diverse petroliere e navi mercantili sono già state intercettate nell'Oceano Indiano.
La Davina, nota anche come Lenore, è una superpetroliera in grado di trasportare fino a due milioni di barili di petrolio greggio. La nave è stata sottoposta a sanzioni statunitensi nel 2024 per il suo presunto coinvolgimento nel commercio di petrolio iraniano.
I dati di tracciamento marittimo indicavano che la nave si trovava al largo delle coste dello Sri Lanka al momento dell'intercettazione. Le informazioni disponibili suggeriscono inoltre che fosse quasi interamente carica di petrolio. Le autorità statunitensi non hanno specificato cosa accadrà al carico o all'equipaggio dopo l'operazione.
Quest'ultimo sequestro sottolinea l'intensificarsi dello scontro economico e marittimo tra Washington e Teheran, mentre le tensioni regionali continuano ad alimentare l'incertezza sulle rotte energetiche strategiche in Medio Oriente e nell'Oceano Indiano.
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