Secondo alcune fonti, Washington aveva preso in considerazione un'operazione di terra in Iran prima che Trump la annullasse.
Secondo alcune fonti, Washington aveva preso in considerazione un'operazione di terra in Iran prima che Trump la annullasse.

Gli Stati Uniti e l'Iran hanno annunciato di aver raggiunto un accordo quadro volto a porre fine al conflitto che dura da mesi. Secondo funzionari di entrambi i Paesi, l'accordo sarà firmato ufficialmente venerdì in Svizzera e include disposizioni come la riapertura dello Stretto di Hormuz e la sospensione del blocco statunitense imposto all'Iran.

Il presidente americano Donald Trump Sulla sua piattaforma Truth Social, ha dichiarato che "l'accordo con la Repubblica Islamica dell'Iran è ora definitivo". L'annuncio è stato confermato dal Primo Ministro pakistano Shehbaz Sharif, il cui Paese ha svolto un ruolo di mediazione nei negoziati. Secondo Sharif, l'accordo prevede "la cessazione immediata e permanente delle operazioni militari su tutti i fronti", compreso il Libano.

Uno degli aspetti chiave del compromesso riguarda lo Stretto di Hormuz, una via navigabile strategica per il commercio globale di energia. Donald Trump ha indicato che questa rotta marittima sarebbe stata riaperta già venerdì, ponendo fine a diversi mesi di interruzione che avevano gravemente colpito i mercati petroliferi. In seguito a questo annuncio, i prezzi del petrolio sono crollati di oltre il 4% sui mercati internazionali.

Secondo il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi, un periodo di cessate il fuoco di 60 giorni dovrebbe ora consentire l'avvio di negoziati per un accordo più ampio. Queste discussioni si concentreranno in particolare sull'allentamento delle sanzioni economiche e sul futuro del programma nucleare iraniano.

Fonti vicine ai negoziati indicano che gli Stati Uniti sarebbero disposti a sbloccare fino a 25 miliardi di dollari di beni iraniani congelati. In cambio, Teheran si impegnerebbe a non sviluppare armi nucleari e a mantenere lo status quo sulle sue attività di arricchimento dell'uranio fino al raggiungimento di un accordo definitivo. Washington, dal canto suo, ribadisce che l'obiettivo finale rimane lo smantellamento del programma nucleare iraniano.

L'annuncio di questo accordo giunge, tuttavia, in un contesto di continue tensioni regionali. Domenica, Israele ha condotto un raid aereo contro le posizioni di Hezbollah nella periferia meridionale di Beirut. Questa operazione ha suscitato forti critiche da parte di Teheran, che ha ritenuto gli Stati Uniti responsabili e ha minacciato possibili ritorsioni.

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu non ha ancora reagito ufficialmente all'accordo. Secondo i media israeliani, Donald Trump lo avrebbe informato dei progressi dei negoziati durante una conversazione telefonica. Israele, tuttavia, continua ad affermare che manterrà la propria libertà di azione militare in Libano, un punto che ha rappresentato uno dei principali ostacoli ai colloqui.

Se la firma prevista per venerdì verrà confermata, questo accordo potrebbe segnare una svolta epocale in Medio Oriente. Dopo mesi di guerra che hanno causato migliaia di vittime, soprattutto in Iran e Libano, le parti sperano ora di avviare una nuova fase di negoziati volta a raggiungere una stabilità duratura nella regione e a rilanciare gli scambi economici internazionali.

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