La decisione del presidente americano Donald Trump La decisione di affidare ai propri emissari la conduzione simultanea di due importanti negoziati – sul nucleare iraniano e sulla guerra in Ucraina – ha suscitato interrogativi e scetticismo negli ambienti diplomatici.
A Ginevra, l'inviato speciale statunitense Steve Witkoff e Jared Kushner hanno avuto numerosi scambi indiretti con i rappresentanti iraniani sotto la mediazione dell'Oman, conducendo contemporaneamente discussioni relative al conflitto russo-ucraino. Questa diplomazia spola, concentrata in un solo giorno, ha sorpreso molti osservatori.
Gli esperti di politica estera mettono in dubbio la capacità dei due uomini di gestire contemporaneamente questioni così complesse e delicate, data l'esperienza delle loro controparti e le importanti poste in gioco strategiche in gioco. Sottolineano inoltre la necessità di mobilitare ingenti risorse diplomatiche e tecniche per ottenere progressi concreti.
Donald Trump, che afferma di voler raggiungere accordi rapidi e decisivi, ha lasciato intendere che un compromesso con Teheran rimane possibile nonostante la crescente pressione militare statunitense nella regione. Sulla questione ucraina, l'amministrazione americana sta cercando di rilanciare il processo di pace, anche se i combattimenti continuano e le posizioni appaiono ancora distanti.
Alcuni analisti ritengono che centralizzare questi negoziati nelle mani di una ristretta cerchia di emissari rifletta la volontà del presidente di mantenere uno stretto controllo sulle questioni strategiche. Altri lo vedono come un rischio di disperdere e indebolire gli sforzi diplomatici.
Con il proseguire dei colloqui, l'esito di queste due crisi potrebbe avere gravi ripercussioni sull'equilibrio geopolitico globale e sulla credibilità della diplomazia americana.