Domenica prossima gli elettori armeni si recheranno alle urne per le elezioni parlamentari, considerate cruciali per il futuro politico del Paese, poiché il governo cerca di consolidare l'accordo di pace con l'Azerbaigian dopo la sconfitta militare subita nel 2023.
Le elezioni sono ampiamente considerate una prova per il Primo Ministro Nikol Pashinyan e il suo partito, il Contratto Civile, che hanno posto il riavvicinamento con l'Occidente e la normalizzazione delle relazioni tra le priorità politiche dell'Azerbaigian.
Secondo gli ultimi sondaggi, il partito al governo è in testa con circa il 32% delle intenzioni di voto. Alle sue spalle si colloca il movimento filo-russo Armenia Forte, accreditato di circa l'11%, in un contesto caratterizzato da dibattiti sul ruolo della Russia nella sicurezza del Paese.
Da quando l'Azerbaigian ha ripreso il controllo del Nagorno-Karabakh nel 2023, il governo armeno ha intensificato i suoi sforzi diplomatici per raggiungere un accordo di pace duraturo. Questo approccio, tuttavia, ha suscitato critiche da parte dell'opposizione, che accusa il governo di fare troppe concessioni.
Anche le relazioni tra Yerevan e la Russia si sono deteriorate negli ultimi anni. Molti funzionari armeni criticano Mosca per non aver fornito un sostegno sufficiente all'Armenia durante i conflitti con l'Azerbaigian, nonostante i legami storici e militari tra i due Paesi.
La campagna elettorale è stata tesa. Diversi esponenti dell'opposizione sono stati arrestati negli ultimi giorni, una decisione denunciata dai loro sostenitori ma difesa dalle autorità come parte del normale iter legale.
L'esito di queste elezioni potrebbe influenzare non solo la politica interna armena, ma anche il futuro dei negoziati di pace nel Caucaso meridionale e le relazioni di Yerevan con Mosca e i partner occidentali.
Communauté
commenti
I commenti sono aperti, ma protetti dallo spam. I post iniziali e i commenti contenenti link vengono sottoposti a revisione manuale.
Sii il primo a commentare questo articolo.