Secondo un'analisi di Reuters, il tasso di mortalità nei centri di detenzione dell'ICE è più che raddoppiato durante l'amministrazione Trump.
Secondo un'analisi di Reuters, il tasso di mortalità nei centri di detenzione dell'ICE è più che raddoppiato durante l'amministrazione Trump.

Un'analisi di Reuters rivela che il tasso di mortalità nei centri di detenzione dell'ICE (Immigration and Customs Enforcement) statunitense è più che raddoppiato da quando l'amministrazione presidenziale ha lanciato la sua campagna di deportazioni di massa. Donald Trump nel mese di gennaio 2025.

Secondo i dati esaminati da Reuters, 50 persone sono morte nei centri di detenzione per migranti dall'inizio di questa politica. Diversi di questi decessi hanno riguardato detenuti con problemi medici o psichiatrici che, secondo le informazioni disponibili, non hanno ricevuto le cure o la supervisione necessarie.

Tra i casi citati, quello di un cittadino vietnamita con problemi cardiovascolari, deceduto dopo essere collassato in un carcere di massima sicurezza in Indiana. Un cittadino cinese, che in precedenza aveva tentato il suicidio, è stato trovato impiccato in un centro di detenzione in Pennsylvania. A New York, un migrante honduregno, affetto da sintomi di astinenza da alcol, sarebbe morto senza aver ricevuto le cure di emergenza necessarie.

Gli esperti di salute e diritti dei migranti intervistati da Reuters hanno espresso preoccupazione per le condizioni di detenzione, tra cui l'accesso all'assistenza medica, il monitoraggio dei detenuti vulnerabili e la qualità della sorveglianza in alcune strutture.

L'indagine mette inoltre in luce le carenze nei rapporti ufficiali sui decessi pubblicati dall'ICE. Secondo quanto riportato, questi documenti non sempre contengono informazioni essenziali come i farmaci prescritti, gli interventi di emergenza effettuati o i dettagli completi del follow-up medico del defunto.

Il Dipartimento per la Sicurezza Interna (DHS), che sovrintende all'ICE, ha respinto le accuse di negligenza sistemica. In una dichiarazione riportata da Reuters, il dipartimento ha ribadito il proprio impegno a garantire un ambiente "sicuro, protetto e umano" per le persone detenute in strutture di detenzione amministrativa.

La questione delle condizioni di detenzione dei migranti è diventata un punto di forte controversia negli Stati Uniti. Le organizzazioni per i diritti umani accusano regolarmente le autorità di sovraffollamento, carenza di personale medico e ritardi eccessivi nelle procedure di identificazione dei detenuti. I funzionari dell'amministrazione Trump, d'altro canto, sostengono che l'aumento del numero di detenuti sia dovuto a controlli sull'immigrazione più severi e che le strutture siano conformi agli attuali standard federali.

L'analisi di Reuters giunge in un momento in cui la politica migratoria della Casa Bianca rimane uno dei principali temi di dibattito negli Stati Uniti, con l'avvicinarsi delle prossime scadenze politiche.

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