Il Senato degli Stati Uniti respinge di stretta misura un altro tentativo di limitare i poteri militari di Trump.
Il Senato degli Stati Uniti respinge di stretta misura un altro tentativo di limitare i poteri militari di Trump.

Martedì il Senato degli Stati Uniti ha respinto, per un solo voto, una risoluzione presentata dai Democratici che mirava a limitare i poteri di guerra del presidente degli Stati Uniti. Donald Trump nel conflitto con l'Iran. Questa votazione rappresenta l'ultimo episodio di uno stallo politico tra il Congresso e la Casa Bianca dall'inizio delle operazioni militari contro Teheran.

La risoluzione si basava sul War Powers Act statunitense e mirava a impedire ulteriori operazioni militari contro l'Iran senza l'esplicita autorizzazione del Congresso. Si trattava del nono tentativo da parte dei Democratici di imporre tali restrizioni dall'inizio dei raid aerei israeliani e statunitensi contro obiettivi iraniani a febbraio.

Il testo è stato infine bloccato con 48 voti favorevoli e 47 contrari. La votazione si è svolta poco dopo l'annuncio di un accordo quadro tra Washington e Teheran che prevedeva un nuovo cessate il fuoco e l'avvio di colloqui volti a porre fine al conflitto.

Il voto ha seguito in gran parte le consuete linee di partito, sebbene diversi senatori repubblicani si siano uniti ai democratici. I repubblicani Bill Cassidy, Susan Collins, Lisa Murkowski e Rand Paul hanno sostenuto la risoluzione. Al contrario, il democratico John Fetterman ha votato con la maggioranza repubblicana contro.

Cinque senatori non hanno partecipato alla votazione, tra cui i repubblicani Mitch McConnell e Josh Hawley, nonché i democratici Michael Bennett e Cory Booker. Anche l'indipendente Bernie Sanders si è astenuto.

Questo risultato consente a Donald Trump di conservare un notevole margine di manovra nella conduzione delle operazioni militari relative al conflitto con l'Iran. Sottolinea inoltre le persistenti divisioni all'interno del Congresso sulla questione del controllo parlamentare sugli interventi militari americani all'estero.

Nonostante il fallimento di questa risoluzione, il dibattito sui poteri presidenziali in materia di guerra rimane attuale a Washington. Diversi funzionari eletti continuano a sostenere un maggiore coinvolgimento del Congresso nelle decisioni che impegnano gli Stati Uniti in conflitti armati, anche se gli sforzi diplomatici tra Washington e Teheran sembrano progredire.

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