Giovedì il Bangladesh si è recato alle urne per le storiche elezioni parlamentari, le prime dopo la destituzione dell'ex Primo Ministro Sheikh Hasina nel 2024, in una rivolta guidata dalla Generazione Z. Il voto è considerato cruciale per la stabilità politica del Paese, che conta 175 milioni di abitanti.
Le votazioni sono iniziate alle 7:30 (02:30 GMT), mentre lo scrutinio dovrebbe proseguire durante la notte, con risultati attesi per venerdì. Contemporaneamente si tiene un referendum sulle riforme costituzionali, a rafforzare l'importanza istituzionale di questa giornata elettorale.
Le elezioni mettono a confronto principalmente due coalizioni di ex alleati: il Partito Nazionalista del Bangladesh (BNP) e il movimento islamista Jamaat-e-Islami. I sondaggi danno il BNP in leggero vantaggio in una campagna caratterizzata da appelli al ripristino della stabilità e alla ripresa economica dopo mesi di disordini.
Il partito Awami League di Hasina è stato messo al bando e l'ex leader vive in esilio in India. La sua partenza ha ridisegnato il panorama geopolitico, con le relazioni tra Dhaka e Nuova Delhi diventate tese e la Cina che cerca di rafforzare la sua influenza nel Paese.
A differenza delle precedenti elezioni, spesso segnate da boicottaggi o violenze, più di 2.000 candidati, tra cui molti indipendenti, si contendono i 300 seggi del Jatiya Sangsad. Circa 50 partiti partecipano a queste elezioni, considerate un importante banco di prova per la transizione democratica, frutto di un movimento di protesta senza precedenti guidato dalle giovani generazioni.