L'Autorità Palestinese ha chiesto alla comunità internazionale di intervenire per garantire che i responsabili della morte del piccolo palestinese di sette mesi Sam Fahd Abu Heikal siano chiamati a rispondere delle proprie azioni, a seguito di una sparatoria avvenuta vicino a Hebron, nella Cisgiordania occupata.
In una dichiarazione, il Ministero degli Affari Esteri palestinese ha descritto l'incidente come un'"esecuzione sommaria" e lo ha considerato parte di una serie di attacchi contro i civili palestinesi, in particolare i bambini. Le autorità palestinesi considerano questo evento una violazione del diritto internazionale umanitario.
Secondo il Ministero della Salute palestinese, il neonato è rimasto mortalmente ferito quando i soldati israeliani hanno aperto il fuoco contro l'auto della sua famiglia nella zona di Tel Rumeida a Hebron. Anche i genitori sono rimasti feriti e sono stati ricoverati in ospedale.
Le autorità palestinesi hanno chiesto alle Nazioni Unite e ai tribunali internazionali competenti di indagare sulle circostanze della tragedia e di adottare misure per assicurare alla giustizia i responsabili. Hanno inoltre richiesto un rafforzamento della protezione internazionale per i civili palestinesi.
L'esercito israeliano ha riconosciuto in un comunicato che il veicolo era stato preso di mira da colpi d'arma da fuoco. Tuttavia, le circostanze esatte dell'incidente rimangono controverse e sono oggetto di versioni contrastanti tra le parti coinvolte.
I funerali del neonato si sono svolti sabato a Hebron, con la partecipazione di numerosi residenti. Il corpo del bambino, avvolto in un sudario bianco e in una bandiera palestinese, è stato portato a spalla dai parenti durante il corteo funebre.
Il caso si inserisce in un contesto di crescenti tensioni in Cisgiordania, dove le operazioni militari israeliane, gli arresti e gli scontri continuano parallelamente alla guerra nella Striscia di Gaza.
Secondo i dati diffusi dall'Autorità Palestinese, più di mille palestinesi sono stati uccisi in Cisgiordania dall'ottobre 2023, mentre altre migliaia sono rimaste ferite, arrestate o sfollate. Al momento, tuttavia, queste cifre non possono essere verificate in modo indipendente e sono contestate dalle autorità israeliane su alcuni punti.
I funzionari palestinesi affermano che proseguiranno i loro sforzi diplomatici e legali con gli organismi internazionali per garantire che i presunti autori di violazioni del diritto internazionale non godano di impunità.
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