Martedì la Corte Suprema degli Stati Uniti ha rifiutato di esaminare il ricorso presentato da Meta Platforms per ribaltare una sentenza emessa in Vermont, in una causa che accusa la società di aver progettato Instagram per creare dipendenza tra i giovani utenti.
Questa decisione significa che il procedimento avviato dal Procuratore Generale del Vermont può proseguire nei tribunali statali. Meta aveva contestato la giurisdizione dei tribunali locali, sostenendo che il caso non rientrava nella loro competenza.
Questo caso si inserisce in una serie di cause legali intentate negli Stati Uniti contro le principali piattaforme di social media. Diversi stati, comuni e distretti scolastici accusano queste aziende di aver progettato intenzionalmente i propri servizi per catturare l'attenzione degli adolescenti e incoraggiare un uso compulsivo.
Nel Vermont, le autorità sostengono che Meta abbia sviluppato Instagram sfruttando i meccanismi psicologici degli adolescenti per massimizzare il tempo trascorso sulla piattaforma e i relativi introiti pubblicitari. Accusano inoltre l'azienda di aver minimizzato i rischi associati all'utilizzo dei suoi servizi da parte di utenti più giovani.
Meta respinge queste accuse e sostiene che le prove presentate sono insufficienti a stabilire un collegamento legale con il territorio del Vermont, affermando che le decisioni di progettazione dei suoi prodotti sono state prese al di fuori dello stato.
Questa sentenza della Corte Suprema rappresenta una battuta d'arresto procedurale per Meta, che sta già affrontando diverse controversie legali relative alla sicurezza dei minori sulle sue piattaforme. Il caso potrebbe ora essere trasferito ai tribunali del Vermont.
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