Almeno due ospedali sono stati danneggiati a Nairobi e in una città vicina durante le intense proteste che hanno scosso il Kenya lunedì, in occasione del 35° anniversario delle manifestazioni pro-democrazia. Testimoni e funzionari ospedalieri intervistati martedì hanno affermato che la violenza è scoppiata in diversi quartieri della capitale e ha preso di mira strutture mediche, in un contesto di crescenti tensioni sociali e politiche.
Questi incidenti seguono di un giorno i sanguinosi scontri che hanno causato almeno 11 morti, secondo le autorità di polizia. Le manifestazioni di lunedì sono state caratterizzate da scontri tra polizia e manifestanti, in un clima di rabbia popolare riaccesa dalla recente morte del blogger Albert Ojwang, deceduto sotto custodia della polizia in circostanze controverse.
Ojwang, noto per le sue esplicite critiche al governo, è diventato un simbolo della repressione della libertà di parola in Kenya. La sua scomparsa ha riaperto le ferite lasciate dalle proteste dell'anno precedente, quando i manifestanti avevano preso d'assalto il parlamento per denunciare corruzione e prezzi elevati.
I due ospedali presi di mira hanno subito danni ingenti, sebbene i motivi esatti di questi atti rimangano poco chiari. Testimoni hanno riferito di saccheggi e lancio di oggetti. Le autorità non hanno ancora pubblicato un rapporto preciso sui danni materiali o sui possibili feriti in queste strutture.
Il governo keniota, di fronte alla crescente sfiducia dell'opinione pubblica, ha invitato alla calma, mentre le organizzazioni della società civile hanno denunciato l'uso eccessivo della forza da parte della polizia. Diversi video che circolano sui social media mostrano i manifestanti dispersi violentemente con gas lacrimogeni e proiettili di gomma.
In questo clima di tensione, le richieste di dialogo tra autorità e organizzazioni cittadine si fanno sempre più pressanti. Ma per molti keniani, questa violenza ricorda gli episodi bui della lotta democratica del Paese, e la necessità di garantire giustizia, trasparenza e libertà di espressione rimane più che mai attuale.
