Attacchi contro le infrastrutture saudite: la produzione petrolifera cala e l'oleodotto strategico viene interrotto.
Attacchi contro le infrastrutture saudite: la produzione petrolifera cala e l'oleodotto strategico viene interrotto.

L'Arabia Saudita ha annunciato che i recenti attacchi alle sue infrastrutture energetiche hanno ridotto drasticamente la produzione di petrolio e interrotto un oleodotto fondamentale, esacerbando le tensioni nei mercati energetici globali.

Secondo una fonte del Ministero dell'Energia saudita citata dall'agenzia di stampa ufficiale SPA, la produzione di petrolio greggio del regno è diminuita di circa 600.000 barili al giorno. Contemporaneamente, la portata dell'oleodotto Est-Ovest, un'arteria strategica che consente il trasporto del petrolio senza passare attraverso lo Stretto di Hormuz, si è ridotta di circa 700.000 barili al giorno.

Le autorità non hanno specificato l'origine esatta di questi attacchi, ma l'Arabia Saudita ha recentemente intercettato diversi missili e droni attribuiti all'Iran nel contesto del conflitto regionale in corso.

Gli scioperi hanno colpito importanti impianti del settore energetico, tra cui siti petroliferi, del gas e petrolchimici, nonché infrastrutture elettriche situate a Riyadh, nella Provincia Orientale e nella zona industriale di Yanbu.

Questa riduzione della capacità produttiva arriva in un momento in cui il mercato globale è già sotto pressione a causa delle interruzioni legate al conflitto. Il prezzo del petrolio Brent è salito, raggiungendo quasi i 96 dollari al barile dopo l'annuncio.

Il gasdotto Est-Ovest riveste particolare importanza in tempi di crisi, in quanto costituisce un'alternativa essenziale al passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz, il cui traffico è attualmente limitato.

Gli analisti ritengono che un'ulteriore riduzione dei volumi di esportazione potrebbe peggiorare la situazione energetica globale, già indebolita dalle tensioni geopolitiche.

Queste nuove interruzioni sottolineano la vulnerabilità delle infrastrutture energetiche nella regione e i maggiori rischi per l'approvvigionamento globale di petrolio, mentre gli scontri continuano in Medio Oriente.

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