A partire dal 1° maggio, la Russia interromperà le forniture di petrolio kazako alla Germania attraverso l'oleodotto Druzhba, una decisione che indebolisce l'approvvigionamento energetico di Berlino.
Questa misura, confermata dal vice primo ministro Alexander Novak, riguarda direttamente la raffineria PCK Schwedt, situata vicino alla capitale tedesca. Questo impianto dipende dal petrolio kazako per circa il 17% del suo approvvigionamento.
La raffineria riveste un ruolo strategico, fornendo una parte consistente del carburante consumato nella regione di Berlino e del Brandeburgo. L'interruzione di queste forniture costringe pertanto le autorità tedesche a trovare rapidamente fonti alternative.
Berlino ha tuttavia indicato che la produzione di prodotti raffinati non sarà immediatamente compromessa, suggerendo che si stanno già valutando soluzioni alternative.
Questa decisione giunge in un contesto energetico già teso, caratterizzato da interruzioni legate alla guerra in Medio Oriente, in particolare nella zona dello Stretto di Hormuz.
Al di là delle sue implicazioni economiche, questo blackout sottolinea la persistenza delle tensioni geopolitiche tra Russia ed Europa, a diversi anni dall'inizio della guerra in Ucraina, e ricorda la vulnerabilità delle catene di approvvigionamento energetico del continente.
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