In Uganda, Museveni firma una legge esplosiva contro l'"influenza straniera", nonostante le preoccupazioni per le libertà.
In Uganda, Museveni firma una legge esplosiva contro l'"influenza straniera", nonostante le preoccupazioni per le libertà.

Il presidente ugandese Yoweri Museveni ha firmato una nuova legge controversa volta a limitare l'influenza straniera nel paese, nonostante le critiche delle organizzazioni per i diritti umani e le preoccupazioni sollevate da alcune istituzioni finanziarie. La legge, denominata "Legge per la protezione della sovranità", è stata approvata dal Parlamento il 5 maggio.

La legge criminalizza, tra le altre cose, la promozione di "interessi stranieri contro gli interessi dell'Uganda". Vieta inoltre a chiunque agisca per conto di interessi stranieri di elaborare o attuare qualsiasi politica senza la previa approvazione del governo. I trasgressori rischiano fino a dieci anni di carcere e pesanti multe.

Le ONG e i difensori delle libertà civili denunciano la formulazione come estremamente vaga, sostenendo che potrebbe consentire al governo di reprimere quasi ogni forma di opposizione politica. Secondo loro, il governo ora dispone di uno strumento legale che può essere utilizzato contro attivisti, giornalisti, partiti di opposizione e organizzazioni della società civile.

Il governo ugandese, tuttavia, respinge queste accuse e sostiene che i critici stiano esagerando la reale portata della legge. Le autorità affermano che l'obiettivo principale della legislazione è proteggere la sovranità nazionale dalle interferenze straniere negli affari politici del paese.

Al potere dal 1986, Yoweri Museveni accusa regolarmente i suoi oppositori di ricevere finanziamenti stranieri per destabilizzare il suo governo. Questa nuova legge riflette una posizione politica sempre più ferma nei confronti dell'influenza straniera e delle organizzazioni internazionali presenti nel paese.

A seguito delle critiche provenienti dai settori economico e finanziario, diverse disposizioni iniziali del progetto di legge sono state attenuate prima della sua adozione definitiva. In particolare, è stata modificata una misura che imponeva a tutti gli ugandesi che ricevevano denaro dall'estero di registrarsi come "agenti stranieri".

Nella sua versione definitiva, tale obbligo si applica ora solo alle persone fisiche che ricevono fondi destinati ad attività politiche al servizio di interessi stranieri. Questo sviluppo era particolarmente atteso in un Paese in cui le rimesse della diaspora rappresentano un'importante fonte di valuta estera e un sostegno essenziale per molte famiglie.

Condividi

Communauté

commenti

I commenti sono aperti, ma protetti dallo spam. I post iniziali e i commenti contenenti link vengono sottoposti a revisione manuale.

Sii il primo a commentare questo articolo.

Rispondi a questo articolo

I commenti sono moderati. Messaggi promozionali, email automatiche e link inappropriati vengono bloccati.

Il tuo primo commento, o qualsiasi messaggio contenente un link, potrebbe essere pubblicato previa approvazione.