La compagnia aerea brasiliana Azul prevede ulteriori riduzioni della frequenza dei voli a causa dell'aumento dei costi del carburante, causato dalle tensioni e dalla guerra in Iran, secondo quanto dichiarato dal suo amministratore delegato John Rodgerson.
La compagnia, già impegnata a ridurre la propria capacità operativa, intende spingersi oltre per preservare le proprie riserve di liquidità in un contesto di notevole incertezza nei mercati dell'energia e del trasporto aereo. Le riduzioni iniziali hanno interessato principalmente le rotte internazionali, ma i recenti aggiustamenti hanno ripercussioni anche sui voli nazionali.
"Quando abbiamo effettuato i primi tagli, pensavamo che la guerra sarebbe già finita", ha spiegato Rodgerson, aggiungendo che l'azienda continuerà ad adattare la propria rete in base ai costi e alla domanda.
Anche il settore aereo globale è interessato da strategie simili, con diverse compagnie che adeguano le proprie capacità per far fronte all'aumento dei prezzi del cherosene e alla volatilità legata ai conflitti geopolitici.
Azul, tuttavia, afferma di prediligere un approccio mirato, mantenendo i collegamenti ritenuti essenziali e riducendo solo le frequenze meno redditizie.
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