In Kosovo, la Corte costituzionale ha temporaneamente vietato l'indizione di elezioni anticipate.
In Kosovo, la Corte costituzionale ha temporaneamente vietato l'indizione di elezioni anticipate.

La Corte costituzionale del Kosovo ha temporaneamente vietato al presidente Vjosa Osmani di annunciare la data delle elezioni anticipate prima del 31 marzo, una decisione che prolunga la crisi politica nel paese balcanico.

Venerdì scorso, il capo dello Stato ha sciolto il Parlamento e indetto elezioni anticipate dopo che i parlamentari non sono riusciti a eleggere un nuovo presidente entro il termine costituzionale, scaduto a mezzanotte di giovedì.

La decisione della Corte Costituzionale impedisce attualmente al presidente di fissare una data per le elezioni e sospende inoltre i lavori parlamentari volti a eleggere un nuovo capo di Stato. Questa misura rimarrà in vigore fino al 31 marzo.

Questo intervento giudiziario avviene in un periodo di prolungata situazione di stallo politico in Kosovo, lo Stato più giovane d'Europa, che sta cercando di stringere legami più stretti con l'Unione Europea.

Il Paese ha dovuto affrontare una persistente instabilità politica negli ultimi mesi. Il Parlamento, profondamente diviso, non è riuscito a raggiungere un accordo sull'elezione di un presidente, lasciando il Paese senza un governo pienamente operativo per gran parte dell'anno precedente.

La decisione della Corte costituzionale mira a chiarire la procedura istituzionale prima di qualsiasi ulteriore passo politico, poiché le tensioni tra le diverse forze politiche continuano a ostacolare il funzionamento delle istituzioni kosovare.

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