Al G7, il presidente sudcoreano ha chiesto a Trump di rilanciare il dialogo con la Corea del Nord.
Al G7, il presidente sudcoreano ha chiesto a Trump di rilanciare il dialogo con la Corea del Nord.

Il presidente sudcoreano Lee Jae-myung ha chiamato il suo omologo americano Donald Trump di prendere l'iniziativa per raggiungere una risoluzione pacifica delle tensioni con la Corea del Nord. Questo scambio è avvenuto a margine del vertice del G7 tenutosi in Francia.

Secondo quanto riferito dalla presidenza sudcoreana, i due leader si sono parlati brevemente durante la foto di gruppo dei capi di Stato e di governo presenti al vertice. Donald Trump avrebbe chiesto a Lee Jae-myung informazioni sullo stato attuale delle relazioni tra Seul e Pyongyang.

Approfittando di questa opportunità, il presidente sudcoreano ha chiesto al leader americano di svolgere un ruolo di primo piano negli sforzi diplomatici volti ad allentare le tensioni nella penisola coreana. Si è riferito in particolare alle recenti iniziative intraprese da Washington per cercare di risolvere i conflitti in Medio Oriente.

Secondo la portavoce presidenziale Kang Yu-jung, Donald Trump ha risposto che si sarebbe impegnato a contribuire a una soluzione della questione nordcoreana. Tuttavia, non sono stati forniti ulteriori dettagli in merito a possibili future iniziative diplomatiche.

Le relazioni tra Washington e Pyongyang rimangono segnate dai precedenti contatti tra Donald Trump e il leader nordcoreano Kim Jong Un. Durante il suo primo mandato, Trump ha incontrato Kim tre volte, in particolare allo storico vertice di Singapore nel 2018 e poi ad Hanoi nel 2019.

Nello stesso anno, i due leader si incontrarono anche nella zona demilitarizzata che separa le due Coree. In quell'occasione, Donald Trump divenne il primo presidente statunitense in carica a mettere piede sul suolo nordcoreano.

Nonostante questi incontri senza precedenti, i negoziati sul programma nucleare nordcoreano non hanno portato a un accordo duraturo. L'appello di Seul al vertice del G7 dimostra quindi l'impegno del nuovo presidente sudcoreano a porre la diplomazia al centro degli sforzi per ridurre le tensioni in una delle regioni più delicate del mondo.

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