Durante una visita a Yaoundé, Papa Leone XIV ha messo in guardia venerdì dai pericoli legati all'uso dell'intelligenza artificiale, accusandola di alimentare "polarizzazione, conflitti, paura e violenza". Rivolgendosi a studenti e docenti dell'Università Cattolica dell'Africa Centrale, il Pontefice ha fatto riferimento a una profonda trasformazione del rapporto con la verità nell'era digitale.
Secondo lui, la questione va ben oltre il semplice utilizzo delle nuove tecnologie. Ha denunciato il fenomeno della graduale sostituzione della realtà con contenuti simulati, che può isolare gli individui in "bolle impermeabili". Questo sviluppo, ha sostenuto, alimenta la sfiducia verso gli altri e contribuisce all'intensificarsi delle tensioni sociali e politiche.
Questa posizione giunge in un momento di crescente controversia riguardo all'uso di contenuti generati dall'intelligenza artificiale per scopi politici. Il Papa ha in particolare esortato i giovani a dare priorità alle relazioni umane reali, mettendo in guardia contro un eccessivo affidamento su strumenti digitali come i chatbot.
Oltre alle sfide sociali, Leone XIV ha anche evidenziato le conseguenze ambientali e sociali legate allo sviluppo dell'intelligenza artificiale. Ha denunciato gli "effetti devastanti" dello sfruttamento intensivo degli elementi delle terre rare, essenziali per le tecnologie digitali, la cui estrazione grava pesantemente su diversi paesi africani.
Riferendosi in particolare alla situazione nella Repubblica Democratica del Congo, ricca di cobalto e altri minerali strategici, il Papa ha sottolineato gli squilibri economici e gli effetti della corruzione. Ha auspicato una migliore distribuzione della ricchezza generata da queste risorse, sostenendo che l'Africa dovrebbe poter beneficiare maggiormente del suo potenziale naturale nel contesto della trasformazione digitale globale.
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