L'ex primo ministro thailandese Thaksin Shinawatra è stato rilasciato sulla parola lunedì, dopo aver scontato otto mesi di carcere. Questa liberazione, a lungo attesa, ha riacceso i dubbi sul suo futuro politico e su quello del suo entourage in Thailandia.
Il miliardario settantaseienne ha lasciato il carcere centrale di Klong Prem a Bangkok tra gli applausi dei numerosi sostenitori accorsi per accoglierlo. Sorridente, vestito con una camicia bianca larga e con i capelli molto corti, ha abbracciato i suoi familiari al momento della scarcerazione.
Tra loro c'era sua figlia Paetongtarn Shinawatra, considerata la sua erede politica. Era stata rimossa dalla carica di Primo Ministro da un tribunale lo scorso agosto, pochi giorni prima dell'incarcerazione del padre.
Thaksin Shinawatra è stato condannato a un anno di carcere dopo il suo clamoroso ritorno in Thailandia nel 2025, ponendo fine a diversi anni di esilio autoimposto. Tuttavia, gran parte della pena è stata scontata in ospedale anziché in prigione, alimentando le critiche dei suoi oppositori politici.
Figura centrale della vita politica thailandese per oltre 25 anni, Thaksin ha trasformato profondamente il panorama politico del paese attraverso politiche popolari tra gli elettori rurali e della classe operaia. Tuttavia, la sua influenza sembra ora in declino in seguito al suo arresto e alle recenti difficoltà elettorali affrontate dal suo partito, Pheu Thai.
Il partito della famiglia Shinawatra, un tempo dominante, ha registrato quest'anno i suoi peggiori risultati elettorali, segnando una battuta d'arresto storica per il clan politico più influente del paese dai primi anni 2000.
Secondo diversi analisti, Thaksin dovrebbe ora agire con cautela in qualsiasi tentativo di un ritorno diretto sulla scena politica, poiché le tensioni tra le élite conservatrici, l'esercito e i suoi sostenitori rimangono elevate in Thailandia.
Nonostante questo relativo declino, la liberazione dell'ex leader potrebbe comunque dare nuovo slancio ai suoi sostenitori e riaccendere le divisioni politiche che affliggono il regno da oltre due decenni.
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