A 100 anni, il reverendo James Kelly non accenna a fermarsi. Il sacerdote più anziano in attività nell'arcidiocesi di Filadelfia ha recentemente celebrato la sua 75ª ordinazione e continua a celebrare la Messa ogni mattina nella sua casa di riposo a Blue Bell, in Pennsylvania. Trascorre inoltre le sue giornate ascoltando l'opera, assistendo a conferenze, dipingendo la Vergine Maria... e preparando crostate di frutta.
Nato il 7 gennaio 1925 nel quartiere cattolico di Roxborough, a Filadelfia, Kelly racconta di aver sempre saputo che sarebbe diventato prete. Dall'età di 4 anni, "giocava a Messa" con un piccolo altare in camera sua, un bicchiere come calice, una sciarpa come casula e caramelle come ostie. Ancora oggi si sveglia all'alba senza sveglia e inizia la giornata con una semplice preghiera: "Signore, che sorpresa hai per me oggi?"
La sua vita, infatti, è stata un susseguirsi di sorprese e incontri straordinari. Ha battezzato migliaia di fedeli, sposato altrettante coppie, accompagnato i malati negli ospedali, si è lanciato con il paracadute in Messico, ha visitato più di 100 Paesi e ha persino scalato un ponte alto 120 metri per impedire a un uomo di suicidarsi. Ricorda anche, con commozione, gli arcobaleni formatisi nella nebbia delle Cascate di Iguazu, al confine tra Argentina e Brasile.
Nel corso della sua carriera, incontrò personaggi illustri, come il soprano Joan Sutherland, che considerava un'amica, e Madre Teresa, con cui strinse amicizia a Gerusalemme. Ricorda anche di aver portato un gruppo di bambini ciechi a un concerto di Sutherland, un ricordo che conserva con particolare affetto.
Lontano dallo splendore, Kelly ora assapora i piaceri semplici: ciliegie fresche, un buon piatto di pollo arrosto con purè di patate, fagiolini e mais, una lezione sull'antico Egitto o la compagnia dei vicini. Ogni mattina, dopo una tazza di caffè, celebra una messa umile nel suo soggiorno, trasformato in una cappella improvvisata. "Non è una cattedrale, ma è qui che offro il mio amore a Dio", confida.
Il suo appartamento è decorato con ricordi: un ritratto di sua madre, un disegno a gesso della Vergine Maria, un biglietto firmato da Papa Francesco e un'immagine di Carlo Acutis, il giovane santo italiano del XXI secolo che la ispira profondamente per l'uso della tecnologia per testimoniare la sua fede.
Quando gli si chiede quale sia il segreto di una vita così lunga e attiva, ride e risponde: "Bevo molto latte... e prego molto!". Ma è la gratitudine a sembrare la cosa più importante. "Dico sempre due parole: grazie. Grazie per aver avuto un altro giorno, per aver potuto mangiare ciliegie, incontrare nuove persone... Dio solo sa quali sorprese mi aspettano oggi."
