La Francia si trova ad affrontare una delle ondate di calore più intense della sua storia recente, questo mercoledì 24 giugno. Météo-France mantiene l'allerta rossa per 58 dipartimenti, mentre le temperature raggiungono livelli eccezionali in gran parte del Paese. Dopo diversi giorni di caldo estremo, la situazione continua a peggiorare con notti particolarmente afose e massime diurne che potrebbero localmente superare i 42°C.
Le notti tropicali si stanno diffondendo sempre più nella Francia occidentale e centrale, nella regione dell'Île-de-France, nella valle del Rodano e lungo tutto il bacino del Mediterraneo. All'alba, le temperature si mantengono spesso tra i 20 e i 25 °C, con picchi notevoli di 27 °C a Nantes e Bordeaux e fino a 28 °C a Parigi. In molte città, i residenti non beneficiano più di alcun raffreddamento notturno, il che aggrava i rischi per la salute delle persone più vulnerabili.
Nel pomeriggio, il caldo raggiunge il suo picco. Le temperature si attestano generalmente tra i 35 e i 39 °C, ma in gran parte della Francia occidentale raggiungono frequentemente i 40-44 °C. Le zone più colpite si estendono dalla Nuova Aquitania ai Paesi della Loira, includendo la regione Centro-Valle della Loira, la Bretagna, la Normandia e l'Île-de-France. In alcune aree urbane potrebbero essere battuti diversi record mensili.
Di fronte a questa situazione eccezionale, le autorità stanno attuando una serie di misure di adattamento. Quasi 1.800 scuole rimarranno chiuse, mentre diverse migliaia di altre hanno modificato i propri orari. Météo-France avverte che un sole cocente dominerà la giornata in gran parte del Paese, senza tregua prevista per diversi giorni.
Si mantiene alta la vigilanza anche per quanto riguarda il rischio di incendi boschivi, particolarmente elevato nell'ovest e nel sud-ovest del Paese. La combinazione di vegetazione arida, aria estremamente secca e temperature torride crea condizioni favorevoli allo sviluppo di incendi. Nel tardo pomeriggio sono possibili solo alcuni temporali isolati sui Pirenei e sulle Alpi, senza tuttavia alcun impatto significativo su questa eccezionale ondata di calore.
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