Il difensore civico francese, Claire Hédon, ritiene che la gestione della protesta contro i mega-bacini idrici organizzata a Sainte-Soline nel marzo 2023 abbia causato un "pesante tributo di vite umane". In una decisione resa pubblica mercoledì, evidenzia diverse carenze nell'operato delle forze dell'ordine, pur riconoscendo che l'uso della forza era giustificato dal divieto di assembramento e dalle violenze perpetrate contro la polizia.
Pratiche ritenute contrarie alle regole
Al termine della sua indagine, l'autorità indipendente afferma di aver individuato numerosi casi di lancio diretto di granate lacrimogene e lanciagranate a proiettili di gomma, una pratica vietata. Ritiene inoltre che alcuni ufficiali abbiano impartito ordini illegali e ha annunciato che deferirà la questione al Ministero dell'Interno affinché vengano avviati procedimenti disciplinari contro i gendarmi coinvolti, compresi gli ufficiali di grado superiore.
L'inchiesta, basata in particolare su decine di ore di filmati video, ha anche rivelato commenti offensivi rivolti da alcuni soldati ai manifestanti. La Difensore dei diritti umani ha inoltre criticato le lacune dell'inchiesta amministrativa condotta dall'ispettorato generale della gendarmeria, che ha giudicato incompleta sotto diversi aspetti.
Il 25 marzo 2023, diverse migliaia di persone si sono radunate attorno a un bacino idrico agricolo conteso, nonostante il divieto. Gli scontri tra attivisti radicali e forze dell'ordine hanno provocato numerosi feriti da entrambe le parti, spingendo il Difensore dei diritti umani ad avviare un'indagine pochi giorni dopo.
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