Il tribunale giudiziario di Parigi ha respinto la richiesta di Nicolas Sarkozy mirato a unificare le sue condanne nei casi Bygmalion e Bismuth. La decisione, emessa questo lunedì a porte chiuse in camera di consiglio, significa che l'ex presidente della Repubblica dovrà scontare separatamente la pena pronunciata nel caso di finanziamento illecito della sua campagna presidenziale del 2012.
Questa informazione arriva pochi giorni prima dell'inizio del processo d'appello relativo al presunto finanziamento libico della campagna presidenziale di Nicolas Sarkozy del 2007.
Il rifiuto di consentire la cumulazione delle condanne implica che l'ex capo di Stato potrebbe essere obbligato a indossare nuovamente un braccialetto elettronico per scontare la pena detentiva.
Una decisione soggetta a ricorso
La decisione emessa dal tribunale di Parigi non è definitiva. Nicolas Sarkozy ha ancora la possibilità di presentare ricorso contro questa sentenza.
L'avvocato dell'ex presidente, Patrizio SpinosiNon ha voluto commentare pubblicamente la decisione dopo l'udienza, tenutasi a porte chiuse.
All'età di 71 anni, Nicolas Sarkozy sperava di ottenere la fusione delle condanne pronunciate nei due procedimenti giudiziari per evitare l'esecuzione della seconda pena, ritenendo di aver già scontato la prima.
La condanna nel caso Bygmalion
Nel caso Bygmalion, Nicolas Sarkozy è stato condannato il 14 febbraio 2024 dalla Corte d'appello di Parigi a un anno di carcere, di cui sei mesi di reclusione obbligatoria, per finanziamento illegale della sua campagna presidenziale del 2012.
La condanna è diventata definitiva il 26 novembre 2025, dopo che la Corte di Cassazione ha respinto il ricorso presentato dall'ex presidente.
Durante l'udienza di appello, i giudici hanno deciso di modificare la parte detentiva della pena, consentendone l'esecuzione in una forma alternativa alla carcerazione tradizionale, come l'uso di un braccialetto elettronico o un regime di semi-libertà.
Questa pena è leggermente inferiore a quella emessa in primo grado nel 2021, quando il tribunale penale condannò Nicolas Sarkozy a un anno di carcere.
Una seconda condanna nel caso Bismuth
La condanna relativa al caso Bygmalion costituisce la seconda annotazione nel casellario giudiziario di Nicolas Sarkozy.
La prima condanna definitiva riguarda il caso delle intercettazioni telefoniche, noto anche come "caso Bismuth". In questo caso, l'ex presidente è stato condannato a tre anni di carcere, di cui uno da scontare agli arresti domiciliari con un dispositivo elettronico, per corruzione e traffico di influenze.
La decisione è diventata definitiva nel dicembre 2024.
Nicolas Sarkozy ha indossato un braccialetto elettronico tra il 7 febbraio e il 12 maggio 2025, come parte della sua condanna. All'età di 70 anni, ha chiesto la libertà vigilata prima di scontare metà della pena, una misura consentita dalla legge per le persone di quell'età.
La richiesta di fusione delle pene si basava in particolare sull'articolo 132-4 del Codice penale, che prevede la possibilità di riunire più condanne quando riguardano reati distinti giudicati separatamente.
Un nuovo processo d'appello nel caso libico
I guai giudiziari di Nicolas Sarkozy non sono ancora finiti. L'ex presidente dovrà comparire nuovamente in tribunale a partire dal 16 marzo per il processo d'appello riguardante il presunto finanziamento libico della sua campagna presidenziale del 2007.
Nel processo di primo grado, Nicolas Sarkozy è stato condannato a cinque anni di carcere per cospirazione in questo caso particolarmente delicato. A seguito di questa sentenza, l'ex capo dello Stato ha trascorso circa tre settimane in detenzione.
L'apertura di questo processo d'appello costituisce una nuova tappa in uno dei casi giudiziari più seguiti della vita politica francese.