Il giudice supremo iraniano ha avvertito mercoledì che non ci sarà "nessuna clemenza" per i manifestanti accusati di disturbo dell'ordine pubblico, mentre l'Iran sta affrontando la più grande ondata di proteste degli ultimi tre anni. Le autorità affermano che potenze straniere stanno sfruttando i disordini per destabilizzare il Paese, mentre la rabbia popolare continua a diffondersi in mezzo a una grave crisi economica.
Le proteste sono scoppiate il mese scorso al Gran Bazar di Teheran dopo il crollo della moneta nazionale. Il movimento si è rapidamente diffuso in numerose province, alimentato dall'elevata inflazione, dall'aumento del costo della vita e dal malcontento per le restrizioni politiche e sociali. Le province occidentali, storicamente instabili e pesantemente controllate dalla polizia, sono diventate l'epicentro degli scontri più violenti.
In una dichiarazione diffusa dai media statali, il capo della magistratura, Gholamhossein Mohseni EjeiHa accusato Israele e gli Stati Uniti di aver condotto una "guerra ibrida" contro la Repubblica Islamica. Ha affermato che qualsiasi partecipazione ai disordini equivaleva ad aiutare i nemici del Paese e ha promesso una risposta rapida e decisa da parte delle autorità.
Il leader supremo, Ali KhameneiLui, da parte sua, ha promesso di non cedere alle pressioni esterne. Le sue dichiarazioni giungono mentre Washington ha avvertito che potrebbe sostenere i manifestanti se le forze di sicurezza aprissero il fuoco, nel contesto delle crescenti tensioni regionali seguite agli attacchi occidentali contro i siti nucleari iraniani dell'anno scorso.
Secondo l'organizzazione per i diritti umani Hengaw, almeno 27 persone sono state uccise e più di 1.500 arrestate durante i primi dieci giorni di proteste, principalmente nell'ovest del paese. Un'altra rete di attivisti, HRANA, riporta un bilancio delle vittime più alto, citando almeno 36 morti e oltre 2.000 arresti. Le autorità iraniane non hanno rilasciato dati ufficiali sul numero di manifestanti uccisi, ma hanno riconosciuto la morte di membri delle forze di sicurezza.
I media iraniani hanno riportato nuovi assembramenti notturni e episodi di violenza, tra cui attacchi a banche e supermercati, simboli delle difficoltà economiche. I video che circolano sui social media mostrano scene di saccheggi di beni di prima necessità, diventati inaccessibili per una fascia crescente della popolazione.
Con l'intensificarsi della repressione, la portata e la durata del movimento rimangono incerte. Le autorità affermano di voler ristabilire l'ordine a tutti i costi, mentre le organizzazioni per i diritti umani temono un aumento del numero delle vittime se gli scontri tra manifestanti e forze di sicurezza dovessero proseguire.