Emmanuel MacronHa indicato su France 2 che la Francia stava considerando "il potenziale" distribuire "diverse migliaia di uomini" in Ucraina, come parte di una forza multinazionale, a condizioni rigorose. Questa dichiarazione è stata rilasciata a margine del vertice internazionale tenutosi a Parigi e dedicato alle garanzie di sicurezza per Kiev.
Una forza non combattente subordinata a un cessate il fuoco
Secondo il capo dello Stato, tale dispiegamento potrà avvenire solo dopo la conclusione di un cessate il fuoco e l'entrata in vigore di un accordo di pace duraturo. Emmanuel Macron ha sottolineato la natura non offensiva di questa presenza militare, specificando che i soldati non saranno impegnati in combattimenti. "Il potenziale è di inviare diverse migliaia di uomini", ha dichiarato, riferendosi ad una missione di stabilizzazione e rassicurazione nel quadro del cosiddetto periodo di "il giorno dopo" la fine delle ostilità.
Il presidente ha sottolineato che questa forza multinazionale avrebbe lo scopo di garantire la sicurezza e il rispetto di qualsiasi potenziale accordo di pace, senza cercare uno scontro diretto con la Russia. Ha inoltre specificato che questo dispiegamento rientrerebbe nel consueto quadro delle operazioni esterne francesi, con una pianificazione militare preventiva e un mandato chiaramente definito.
Un quadro internazionale e garanzie di sicurezza per l'Ucraina
Queste dichiarazioni sono state rilasciate a seguito di un incontro della "Coalizione dei Volentieri", che riunisce diverse decine di paesi alleati dell'Ucraina. I partecipanti hanno approvato il principio delle garanzie di sicurezza descritte come "robusto" per Kiev, compresi meccanismi per monitorare un possibile cessate il fuoco e un coordinamento internazionale rafforzato per sostenere l'Ucraina dopo la fine dei combattimenti.
In questo contesto, Emmanuel Macron ha ribadito la volontà della Francia di partecipare a una missione multinazionale di mantenimento della pace, ricordando che le forze francesi non saranno dispiegate per condurre operazioni di combattimento, ma per contribuire alla stabilizzazione e alla deterrenza in una fase post-conflitto.