ISLAMABAD, 17 maggio 2025 – Il ministro degli Esteri britannico David Lammy ha dichiarato sabato che il Regno Unito e gli Stati Uniti stanno lavorando insieme per garantire un cessate il fuoco duraturo tra India e Pakistan, chiedendo il ripristino del dialogo e l'attuazione di misure volte a rafforzare la fiducia tra le due potenze nucleari rivali.
Intervenendo al termine di una visita di due giorni a Islamabad, Lammy ha sottolineato che i recenti scontri mortali nella regione del Kashmir sono stati i peggiori episodi di violenza degli ultimi decenni. Questi scontri sono stati interrotti il 10 maggio grazie a una rapida mediazione diplomatica, in particolare con il coinvolgimento di Londra e Washington. Tuttavia, diplomatici e analisti ritengono che la tregua rimanga precaria.
"Si tratta di due vicini con una lunga storia alle spalle, ma che si parlano a malapena. Vogliamo evitare ulteriori escalation", ha dichiarato Lammy a Reuters, aggiungendo che Londra continuerà a collaborare con gli Stati Uniti per promuovere un dialogo strutturato e meccanismi di rafforzamento della fiducia tra Nuova Delhi e Islamabad.
Le tensioni sono esplose dopo un attacco mortale contro i turisti in Kashmir, che l'India ha attribuito al Pakistan, accusa che quest'ultimo ha fermamente negato. I due Paesi hanno poi scambiato colpi missilistici, riaccendendo la minaccia di un grave conflitto regionale.
Interrogato sulla controversa decisione dell'India di sospendere la sua partecipazione al Trattato sulle acque dell'Indo, firmato nel 1960, Lammy ha esortato tutte le parti a "rispettare i propri impegni". La sospensione minaccia l'approvvigionamento idrico del Pakistan, la cui agricoltura dipende fortemente dal sistema fluviale. Islamabad ha avvertito che qualsiasi grave interruzione sarebbe considerata un atto di guerra.
Il ministro degli Esteri britannico ha inoltre ribadito l'impegno del Regno Unito a sostenere il Pakistan nella sua lotta contro il terrorismo, che ha definito una "piaga per la regione".
Altrove, Lammy ha accusato la Russia di "offuscamento" dopo il fallimento dei colloqui russo-ucraini a Istanbul, durati meno di due ore. Ha denunciato la mancanza di trasparenza di Mosca e la sua riluttanza a impegnarsi in un serio processo di pace, affermando che è giunto il momento di dire a Vladimir Putin "che basta".