Sabato il presidente russo Vladimir Putin ha duramente criticato le sanzioni commerciali imposte dai paesi occidentali, affermando che danneggiano l'economia globale e mirano a isolare Mosca. In un'intervista scritta all'agenzia di stampa ufficiale cinese Xinhua, pubblicata alla vigilia del suo viaggio in Cina, ha affermato che Russia e Pechino si oppongono congiuntamente alle misure, che ha definito "discriminatorie".
Il capo del Cremlino, il cui Paese sta affrontando una recessione alimentata dai costi della guerra in Ucraina e dalle restrizioni internazionali, visiterà la Cina dal 31 agosto al 3 settembre. Il Cremlino ha definito il viaggio di quattro giorni come una visita "senza precedenti", a dimostrazione del riavvicinamento strategico tra le due potenze.
Putin parteciperà per primo al vertice dell'Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO), in programma a Tianjin, nel nord del Paese. Creata nel 2001, questa organizzazione per la sicurezza conta oggi dieci membri permanenti, tra cui Cina, Russia, India e Iran.
Il presidente russo si recherà poi a Pechino per incontrare il suo omologo. Xi Jinping e assistere alla parata militare che celebra la resa del Giappone e la fine della Seconda Guerra Mondiale.
La Cina, oggi il principale partner commerciale di Mosca, svolge un ruolo fondamentale nell'economia russa, pesantemente sanzionata da Europa e Stati Uniti. Si prevede quindi che la visita di Putin rafforzerà questa alleanza, basata tanto su interessi economici quanto sul desiderio condiviso di sfidare l'ordine internazionale dominato dall'Occidente.