La tassa GAFA convalidata dal Consiglio costituzionale, una vittoria francese contro i giganti digitali @wikipedia commons
La tassa GAFA convalidata dal Consiglio costituzionale, una vittoria francese contro i giganti digitali @wikipedia commons

Il Consiglio Costituzionale ha stabilito che la tassa sui servizi digitali, introdotta nel 2019 e contestata dalla filiale francese di Axel Springer, è costituzionale. Nella sentenza emessa venerdì 12 settembre, la Corte ha respinto le argomentazioni di violazione dell'uguaglianza fiscale o di violazione della libertà d'impresa. Per il governo francese, si tratta di un successo giuridico e di bilancio. A lungo osteggiato da GAFAM e da Donald Trump La tassa stessa oggi frutta circa 800 milioni di euro all'anno, una manna preziosa in un contesto di finanze pubbliche in difficoltà.

Una battuta d'arresto per Axel Springer e i suoi sostenitori

Il ricorso è stato presentato da Digital Classifieds France, proprietaria di SeLoger e MeilleursAgents. L'azienda ha ritenuto discriminatoria l'imposta del 3% sul fatturato delle piattaforme. Dopo un primo via libera del Consiglio di Stato per esaminare la questione, l'azienda sperava di ottenere l'abrogazione del sistema. Ma i Saggi hanno stabilito che i criteri adottati dal legislatore erano "oggettivi e razionali" e che le soglie di attivazione non erano eccessive. Questa convalida consolida il quadro normativo francese e chiude la porta a ulteriori contestazioni nazionali, con grande costernazione di Airbnb e di diversi operatori stranieri che si erano uniti alla battaglia.

Una questione economica… e geopolitica

La tassa GAFA si estende ben oltre la Francia. Washington ha costantemente denunciato la misura come discriminatoria nei confronti dei suoi campioni tecnologici. Donald Trump, tornato alla Casa Bianca, ha già minacciato sanzioni doganali contro i paesi che mantengono la tassazione digitale. Il Canada, da parte sua, ha abbandonato il suo piano sotto la pressione americana. L'Unione Europea, dal canto suo, sta ancora valutando l'estensione della misura. Bruxelles ha persino discusso la creazione di una tassa europea sui ricavi pubblicitari dei servizi digitali come contromisura alle minacce americane. Confermando la legalità della tassa, la Francia ha vinto un round decisivo. Ma in una battaglia che combina sovranità fiscale, interessi di bilancio e confronto transatlantico, lo stallo è tutt'altro che finito.

Condividi