Il 3 agosto 1108, Luigi VI, soprannominato il Grasso per la sua corpulenza, fu incoronato re di Francia nella cattedrale di Orléans, appena tre giorni dopo la morte del padre Filippo I, in una cerimonia affrettata volta a porre fine a qualsiasi disputa sulla successione.
Un'incoronazione organizzata in fretta per sventare gli intrighi
L'incoronazione affrettata fu dovuta al timore che Bertrade de Montfort, la seconda moglie di Filippo I, potesse favorire il proprio figlio a discapito di Luigi, nato dal suo primo matrimonio. Il vescovo di Chartres, Yves de Chartres, insieme a diversi nobili fedeli a Luigi, organizzò quindi una rapida cerimonia a Orléans anziché a Reims, sede tradizionale delle incoronazioni reali, ritenuta troppo rischiosa viste le tensioni politiche del momento.
Luigi VI, che all'epoca della sua ascesa al trono aveva circa trent'anni, aveva già esercitato una forma di coreggenza al fianco del padre durante gli ultimi anni del suo regno, distinguendosi in particolare per la costante lotta contro i signori predoni dell'Île-de-France che minacciavano le strade che collegavano Parigi a Orléans.
Un regno dedicato al rafforzamento del potere regio
Una volta incoronato, Luigi VI dedicò gran parte del suo regno a consolidare l'autorità reale sul dominio capetingio, ancora modesto all'epoca, sottomettendo uno ad uno i turbolenti signori dell'Île-de-France che estorcevano denaro a mercanti e viaggiatori. Si affidò all'abate Suger, suo consigliere più fidato, che in seguito sarebbe diventato reggente del regno e uno dei principali artefici del potere monarchico francese.
Quest'opera di consolidamento, portata avanti durante i ventinove anni del suo regno, pose le basi su cui i suoi successori poterono poi estendere gradualmente il potere regio a tutto il territorio francese.
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