L'11 agosto 1297, papa Bonifacio VIII pronunciò la canonizzazione di re Luigi IX, morto quasi trent'anni prima, durante il regno del nipote Filippo IV il Bello, in un periodo in cui la monarchia capetingia raggiunse uno dei massimi livelli di prestigio in Europa.
Subito dopo la morte del re si avviò il processo di canonizzazione.
Subito dopo la morte di Luigi IX, la Chiesa avviò il processo di canonizzazione, che culminò con il riconoscimento ufficiale della sua santità da parte di Papa Bonifacio VIII nel 1297. Questa canonizzazione avvenne in un contesto particolarmente favorevole per il Regno di Francia, allora considerato il più potente e prospero di tutta la cristianità occidentale.
Per Filippo IV il Bello, l'elevazione del nonno al rango di santo costituì anche un potente strumento di legittimazione dinastica, sacralizzando in modo duraturo la stirpe capetingia agli occhi dei suoi sudditi e delle altre potenze europee.
Un re noto grazie ai racconti di Jean de Joinville
La vita e le virtù di San Luigi ci sono note oggi principalmente grazie agli scritti del cronista Jean de Joinville, siniscalco di Champagne e stretto collaboratore del re, che lo accompagnò in particolare nella Settima Crociata. Il suo resoconto, scritto diversi decenni dopo gli eventi, contribuì in larga misura a plasmare l'immagine del re pio e giusto che permane ancora oggi associata a San Luigi.
Questa canonizzazione rende Luigi IX l'unico re di Francia ad essere stato elevato al rango di santo dalla Chiesa cattolica, uno status che avrebbe continuato a influenzare l'immagine della monarchia francese per diversi secoli dopo la sua morte.
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