Martedì, 32° giorno del conflitto in Iran, gli scontri non mostravano segni di attenuazione. Sono state segnalate nuove esplosioni a Teheran, i missili lanciati dall'Iran hanno provocato ulteriori intercettazioni sopra Israele e l'esercito israeliano ha annunciato la morte di quattro suoi soldati impegnati nel Libano meridionale.
Quattro soldati israeliani uccisi nel Libano meridionale
L'esercito israeliano ha riferito che quattro soldati sono stati uccisi in un singolo scontro nel sud del Libano e altri due sono rimasti feriti. Tre dei soldati di cui è stata resa nota l'identità sono il capitano Noam Madmoni, il sergente maggiore Ben Cohen e il sergente maggiore Maxsim Entis. Il nome del quarto soldato non era ancora stato autorizzato alla diffusione nelle prime dichiarazioni. Ulteriori rapporti pubblicati questa mattina stimano che quest'ultimo incidente porti a dieci il numero di soldati israeliani uccisi dall'inizio dell'offensiva di terra in territorio libanese, all'inizio di marzo.
La petroliera Al-Salmi è stata danneggiata e incendiata al largo delle coste di Dubai.
Uno degli eventi principali della notte ha coinvolto la petroliera Al-Salmi, una nave battente bandiera kuwaitiana che trasportava petrolio greggio. La nave è stata colpita nell'area portuale di Dubai in un attacco attribuito all'Iran. L'esplosione ha provocato un incendio e danni allo scafo, mentre le autorità di Dubai hanno riferito che l'incendio è stato domato e che al momento non si segnalano feriti né perdite di petrolio.
Pressione crescente sul traffico marittimo nel Golfo
Ancor prima che le autorità kuwaitiane identificassero pubblicamente la nave, l'agenzia britannica UKMTO aveva segnalato che una petroliera era stata colpita da un proiettile non identificato a circa 31 miglia nautiche a nord-ovest di Dubai, vicino allo Stretto di Hormuz. L'equipaggio è risultato sano e salvo e non si sono registrate conseguenze ambientali immediate. Questo incidente si inserisce in una serie di attacchi a navi mercantili nel Golfo Persico avvenuti dalla fine di febbraio, in un contesto di crescenti tensioni per le rotte energetiche regionali.
Esplosioni e interruzioni di corrente segnalate a Teheran
Sul versante iraniano, si sono verificate esplosioni nella parte orientale e occidentale di Teheran, accompagnate da interruzioni di corrente nella zona di Pirouzi. Queste detonazioni sono avvenute pochi minuti dopo un avvertimento israeliano di imminenti attacchi sulla capitale. L'esercito israeliano ha successivamente rivendicato la responsabilità di una nuova ondata di attacchi contro le infrastrutture iraniane, compresi siti legati a missili balistici a lungo raggio e all'apparato di sicurezza del regime.
Gerusalemme è di nuovo in stato di massima allerta dopo gli attacchi missilistici iraniani.
In Israele, diverse sequenze di allarme sono state registrate durante la notte e nelle prime ore del mattino. Le Forze di Difesa Israeliane hanno annunciato di aver rilevato nuovi missili lanciati dall'Iran e di aver attivato i propri sistemi di intercettazione. I giornalisti a Gerusalemme hanno riferito di aver udito almeno dieci esplosioni sulla città prima che l'esercito israeliano segnalasse, pochi minuti dopo, che era sicuro lasciare le aree protette.
Benjamin Netanyahu afferma di aver superato la metà degli obiettivi di guerra
Sul fronte politico, Benjamin Netanyahu ha affermato in un'intervista al canale conservatore Newsmax che la campagna contro l'Iran ha superato la metà dei suoi obiettivi, senza però fornire una tempistica precisa per la sua conclusione. Netanyahu ha chiarito di riferirsi alle missioni portate a termine, non alla durata. Ha inoltre ipotizzato che il regime iraniano potrebbe infine collassare dall'interno.
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