I colloqui tra il governo congolese e il gruppo armato AFC/M23 si sono conclusi senza un accordo dopo cinque giorni di negoziati a Montreux, in Svizzera. Nonostante un comunicato finale che menzionava progressi, permangono importanti divergenze, in particolare su questioni chiave relative all'accordo quadro che dovrebbe essere firmato a Doha nel 2025.
Secondo fonti diplomatiche, i colloqui sono stati caratterizzati da una notevole tensione. Il testo finale consentirebbe principalmente a entrambe le parti di concludere questo nono round di negoziati senza apparire come un fallimento, ma senza risolvere i disaccordi fondamentali. Il principale punto critico riguarda il terzo protocollo dell'accordo, che tratta in particolare di questioni giudiziarie e di accesso umanitario.
Sul fronte legale, l'AFC/M23 chiede la revoca delle condanne a morte inflitte ad alcuni dei suoi membri, nonché l'archiviazione delle accuse pendenti. Tale richiesta è stata categoricamente respinta da Kinshasa, nonostante alcuni degli interessati abbiano partecipato ai colloqui in Svizzera.
Le controversie si estendono anche alla sfera economica. Il gruppo ribelle chiede la riapertura delle banche nelle aree sotto il suo controllo, attualmente isolate dal sistema finanziario dalle autorità congolesi. Chiede inoltre la restituzione dei beni sequestrati e denuncia le difficoltà nell'ottenere documenti ufficiali, in particolare i passaporti.
Infine, la questione strategica dell'aeroporto di Goma rimane irrisolta. Kinshasa ne auspica la riapertura, mentre l'AFC/M23 teme il suo potenziale utilizzo militare. A seguito di quest'ultimo ciclo di negoziati, i progressi sembrano limitati, lasciando irrisolti i principali punti di contesa e incerto l'esito del processo.
Communauté
commenti
I commenti sono aperti, ma protetti dallo spam. I post iniziali e i commenti contenenti link vengono sottoposti a revisione manuale.
Sii il primo a commentare questo articolo.