Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite si è riunito a New York lunedì 8 giugno per discutere del mantenimento della pace e della sicurezza in Ucraina. Il rappresentante permanente dell'Ucraina ha colto l'occasione per esortare gli Stati membri ad adottare una serie di sanzioni contro la macchina bellica russa. Questa riunione si è svolta mentre il Consiglio affrontava il conflitto per la quarta volta in due settimane, a testimonianza dell'intensificarsi delle tensioni diplomatiche relative alla questione ucraina.
Kiev chiede l'esclusione di Mosca
Oltre alle sanzioni, Kiev sta spingendo le sue richieste oltre. Andriy Melnyk, ambasciatore ucraino presso le Nazioni Unite, ha esortato gli Stati membri a trovare un meccanismo politico e legale per privare Mosca del suo seggio permanente nel Consiglio di Sicurezza. Tale richiesta si basa sull'aggressione russa contro l'Ucraina e sui crimini sistematici commessi contro i civili, secondo la delegazione ucraina. Le recenti riunioni del Consiglio di Sicurezza hanno affrontato in particolare l'incursione di un drone russo carico di esplosivo nello spazio aereo rumeno alla fine di maggio, un incidente fermamente condannato da Bucarest.
Appelli alla de-escalation
Il Segretario generale delle Nazioni Unite ha sfruttato queste ripetute sessioni per sollecitare una de-escalation immediata e duratura. Ha chiesto un cessate il fuoco completo e incondizionato e un maggiore impegno diplomatico per risolvere il conflitto. Il Consiglio di sicurezza si è inoltre riunito in sessione d'emergenza su richiesta della Russia, a seguito delle accuse di un attacco a una residenza universitaria a Starobilsk, nella regione di Luhansk. Il crescente numero di riunioni riflette la natura prolungata del conflitto e l'incapacità del Consiglio di imporre una soluzione diplomatica.
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