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Stati Uniti - Iran: Si sta delineando un accordo per la riapertura dello Stretto di Hormuz, ma Trump non vuole affrettare i tempi.

Secondo alcune fonti, Stati Uniti e Iran sarebbero vicini a un accordo per la riapertura dello Stretto di Hormuz, una delle rotte marittime più sensibili al mondo per il trasporto di petrolio e gas. Il compromesso proposto prevede una proroga di 60 giorni del cessate il fuoco, durante la quale la navigazione nello stretto potrebbe riprendere. 

L'Iran accetterebbe di riaprire il passaggio senza pedaggi e di rimuovere le mine dispiegate nella zona per consentire alle navi commerciali di navigare liberamente. In cambio, gli Stati Uniti revocherebbero il blocco dei porti iraniani e concederebbero alcune esenzioni dalle sanzioni, in particolare per permettere a Teheran di vendere nuovamente il suo petrolio più liberamente. 

Un vincolo strategico per l'economia globale

Lo Stretto di Hormuz collega il Golfo Persico al Mar Arabico. La sua chiusura o interruzione ha conseguenze immediate per i mercati energetici. Nel 2024, circa 20 milioni di barili di petrolio al giorno lo hanno attraversato, rappresentando quasi un quinto del consumo globale di petrolio e prodotti petroliferi, secondo l'Energy Information Administration statunitense. 

L'Agenzia Internazionale dell'Energia stima inoltre che circa il 25% del commercio marittimo globale di petrolio transiterà attraverso Hormuz nel 2025. Le alternative sono limitate: solo l'Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti dispongono di oleodotti in grado di aggirare parzialmente questo passaggio. 

Il programma nucleare iraniano resta al centro dei negoziati.

La bozza di accordo non risolverebbe immediatamente la questione nucleare. Tuttavia, includerebbe l'impegno da parte dell'Iran a non cercare di acquisire armi nucleari, nonché l'avvio di discussioni sulla sospensione dell'arricchimento dell'uranio e sul futuro delle scorte di uranio altamente arricchito di Teheran. 

Secondo New York TimesTre alti funzionari iraniani affermano che Teheran ha accettato un memorandum d'intesa volto a porre fine ai combattimenti e a riaprire lo Stretto di Hormuz. L'accordo prevederebbe anche lo sblocco di 25 miliardi di dollari di beni iraniani congelati all'estero. 

Trump invita alla cautela

Nonostante questi segnali di apertura, Donald Trump Ha ridimensionato le aspettative. Il presidente americano ha dichiarato di aver chiesto ai suoi rappresentanti di non affrettare i negoziati. Ha anche indicato che il blocco americano sarebbe rimasto "pienamente in vigore" fino a quando non verrà raggiunto, certificato e firmato un accordo. 

Permangono diversi punti di disaccordo, in particolare sulle sanzioni, sul congelamento dei beni iraniani, sulle garanzie di sicurezza richieste da Teheran e sul ruolo del programma nucleare in un futuro accordo globale. 

Una ripresa graduale, non immediata.

Anche con un accordo rapido, il ritorno alla normalità potrebbe richiedere tempo; di recente, solo 33 navi sono riuscite ad attraversare lo Stretto con il permesso di Teheran, rispetto alle circa 140 al giorno prima del conflitto. Il capo della compagnia petrolifera emiratina ADNOC ha stimato che il pieno flusso di navi attraverso Hormuz potrebbe non riprendere prima del primo o del secondo trimestre del 2027. In questa fase, l'annuncio rappresenta quindi un significativo passo avanti a livello diplomatico, ma non ancora una soluzione definitiva.

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