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Gli Stati Uniti e l'Iran hanno raggiunto un accordo volto a porre fine immediatamente alla guerra in Medio Oriente dopo 108 giorni di conflitto. Il testo annunciato riguarda tutti i fronti, compreso il Libano, e sarà firmato venerdì 19 giugno a Ginevra. L'annuncio è stato dato dal Primo Ministro pakistano Shehbaz Sharif, mediatore nel conflitto, e successivamente confermato da Washington e Teheran.  

Lo Stretto di Hormuz deve essere riaperto

L'accordo prevede la riapertura dello Stretto di Hormuz, senza tariffe di transito, nonché la revoca del blocco navale statunitense. La riapertura completa avverrà dopo la firma, per consentire le operazioni di sminamento. Questo passaggio marittimo è strategico: prima del blocco, circa un quinto del commercio mondiale di idrocarburi transitava attraverso di esso. L'annuncio ha immediatamente causato un calo di oltre il 4% dei prezzi del petrolio, mentre le borse di Tokyo e Seul hanno registrato un forte rialzo.  

Sessanta giorni per finalizzare l'accordo

Il protocollo non è stato ancora reso pubblico. I negoziati devono iniziare entro 60 giorni per raggiungere un accordo definitivo. Sono già state individuate quattro aree chiave: la revoca delle sanzioni contro l'Iran, il programma nucleare, la ricostruzione e lo sviluppo economico del Paese e un meccanismo per il monitoraggio degli impegni. Un organo di stampa iraniano ha pubblicato un articolo che menziona lo sblocco di 24 miliardi di dollari di beni iraniani congelati, ma la notizia non è stata ancora confermata ufficialmente.  

Il Libano è incluso nel cessate il fuoco

L'aspetto più delicato riguarda il Libano. Teheran afferma che l'accordo pone fine alle operazioni militari su tutti i fronti, compreso quello libanese. Questo annuncio giunge dopo un raid israeliano che ha ucciso tre persone nella periferia meridionale di Beirut e dopo le tensioni dirette tra Washington e Israele in merito all'attacco. Israele sostiene di aver agito in risposta agli attacchi dei droni di Hezbollah.  

Ginevra diventa il punto di svolta

La cerimonia di firma è prevista per il 19 giugno a Ginevra. Il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance ha indicato che parteciperà, mentre la presenza di Donald Trump Resta possibile. Il testo definitivo dovrà confermare gli impegni militari, economici e nucleari già annunciati.  

Il G7 pone Hormuz, il Libano e l'energia nucleare al centro dell'attenzione.

A Évian, il G7 esaminerà le conseguenze dell'accordo, tra cui il sostegno al Libano, la riapertura definitiva dello Stretto di Hormuz e la conclusione di un accordo sui programmi nucleari e missilistici balistici dell'Iran. Francia, Regno Unito, Germania e Italia hanno dichiarato la loro disponibilità a revocare alcune sanzioni se l'Iran adotterà misure chiare e verificabili in merito al suo programma nucleare. Chiedono inoltre la completa libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz e il sostegno a una missione difensiva per la sicurezza e lo sminamento.  

Una guerra iniziata il 28 febbraio

Il conflitto è iniziato il 28 febbraio con gli attacchi statunitensi e israeliani contro l'Iran. Ha aperto diversi fronti in Medio Oriente e ha provocato migliaia di morti, principalmente in Iran e Libano. L'accordo annunciato il 15 giugno rappresenta la più significativa tregua politica e militare dall'inizio della guerra.  

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