Gérald Darmanin fa marcia indietro sulla "negoziazione del patteggiamento" nei casi di stupro
Gérald Darmanin fa marcia indietro sulla "negoziazione del patteggiamento" nei casi di stupro

Di fronte alla crescente opposizione alla sua riforma penale, Gérald Darmanin propone ora di escludere i reati sessuali dalla futura procedura accelerata che intende introdurre. In una lettera indirizzata ad avvocati e partiti politici, il Ministro della Giustizia manifesta l'intenzione di rimuovere dal sistema tutti i reati di competenza della Corte d'Assise, compreso lo stupro.

Questa procedura, denominata PJCR (procedura per la valutazione dei reati ammessi), è la misura centrale del disegno di legge SURE ("Sanzione utile, rapida ed efficace"). Ispirata al meccanismo di patteggiamento già in uso per alcuni reati, consente all'imputato che ammette pienamente i fatti di negoziare la pena con la procura, ottenendo un'udienza più breve e una riduzione della pena di circa un terzo. L'obiettivo dichiarato del Ministero è quello di ridurre l'arretrato nei tribunali penali.

Una riforma sotto forte pressione da parte di avvocati e associazioni

Da diverse settimane, il testo ha suscitato una forte opposizione da parte di avvocati penalisti e associazioni che difendono le vittime di violenza sessuale. Molti lo denunciano come un sistema di giustizia sommaria che potrebbe privare le vittime di un vero processo pubblico e contraddittorio. Diverse organizzazioni ritengono inoltre che un simile meccanismo altererebbe profondamente i principi tradizionali della giustizia penale francese.

Il Ministero della Giustizia giustifica questa riforma citando il sovraccarico dei tribunali: i tempi medi dei processi per stupro raggiungono circa sei anni e quelli per alcuni omicidi circa otto anni. Prima di questa parziale revisione, il Ministero stimava che il provvedimento avrebbe interessato fino al 15% dei casi penali. Con l'esclusione dei reati sessuali e dei casi di competenza della Corte d'Assise, l'ambito di applicazione si ridurrebbe ora a poche decine di casi all'anno, principalmente relativi a rapine e omicidi colposi trattati dai tribunali penali dipartimentali. Il disegno di legge dovrebbe essere esaminato dall'Assemblea Nazionale alla fine di giugno.

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