Il governo ha confermato che la riforma sul fine vita sarà effettivamente sottoposta al voto finale dell'Assemblea nazionale prima della pausa estiva. Nonostante il rinvio dell'esame al Senato, il potere esecutivo ribadisce che la tempistica complessiva rimane invariata.
Il Ministro per i Rapporti con il Parlamento, Laurent Panifous, ha precisato che questo rinvio di un mese, richiesto dai senatori, non compromette l'obiettivo dell'approvazione definitiva entro i primi di luglio. Il disegno di legge, che comprende due sezioni sull'eutanasia e sulle cure palliative, proseguirà quindi il suo iter legislativo nelle prossime settimane.
Un percorso parlamentare che resta incerto
Dopo una seconda lettura al Senato a maggio, come previsto, la commissione congiunta non riuscirà a approvare il disegno di legge, rimandandolo all'Assemblea Nazionale a giugno. A quel punto, il testo verrà esaminato un'ultima volta da entrambe le camere prima del voto finale all'Assemblea Nazionale, dove il governo gode di una maggioranza più ampia.
Già rinviata più volte dal 2024, questa riforma rimane politicamente delicata. Pur essendo stata adottata dall'Assemblea Nazionale a larga maggioranza, incontra una forte opposizione al Senato, dominato dalla destra, in particolare sulla questione del suicidio assistito.
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