Android Auto apre le porte a un'auto ancora più connessa
Android Auto apre le porte a un'auto ancora più connessa

Si tratta di una novità importante annunciata da Google alla conferenza I/O: Android Auto, finora limitato ad applicazioni di navigazione, musica e informazioni pratiche, sta per accogliere due nuove funzionalità di punta a bordo dei veicoli compatibili. A partire da Android 16, previsto per giugno 2025, i conducenti potranno accedere a browser web come Chrome o Vivaldi e godersi app video come YouTube... a condizione che l'auto sia ferma.

Connettività migliorata, ma sotto stretta sorveglianza

L'integrazione di un browser web in Android Auto potrebbe trasformare lo schermo centrale delle auto in una vera e propria estensione dello smartphone. L'utente potrà consultare i suoi siti preferiti, rispondere a un'email o organizzare il suo itinerario su Google Maps... solo a motore spento. Per evitare distrazioni alla guida, Google impone delle regole severe: ogni accesso al browser viene automaticamente bloccato non appena il veicolo viene riavviato, riducendone l'utilizzo ai soli momenti di attesa o di riposo. La stessa logica si applica ai video: YouTube aprirà la strada ad altri servizi di streaming (Netflix, Prime Video, ecc.), ma solo quando il veicolo è parcheggiato. Non è ancora chiaro se l'audio continuerà a essere riprodotto in sottofondo durante lo spostamento. La disponibilità di questi servizi dipenderà anche dalle caratteristiche tecniche dei veicoli, in particolare dalle dimensioni e dalla risoluzione dei loro schermi di bordo.

Android Auto segue Android Automotive, ma è ancora indietro rispetto ad Apple

Con questo aggiornamento, Android Auto recupera in parte il terreno occupato da Android Automotive, la versione nativa del sistema installata direttamente da alcuni produttori come Volvo o Renault. Ma Android Auto resta limitato a una duplicazione dello schermo dello smartphone, il che ne limita l'interazione con le funzionalità interne del veicolo. In questo gioco, per il momento, Apple sembra essere in vantaggio: il suo nuovo CarPlay Ultra, già testato sui futuri modelli Aston Martin, permette di controllare l'aria condizionata, la visualizzazione del cruscotto e la gestione dei widget dinamici, con un'integrazione molto più avanzata. Nel frattempo, Google continua a sviluppare con cautela Android Auto, mantenendo un equilibrio tra praticità digitale e sicurezza stradale. Con l'apertura ai browser e alle piattaforme video, l'auto si afferma sempre più come un salotto digitale, rischiando però di diventare un'estensione fin troppo naturale dei nostri schermi.

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