Il presidente del gruppo socialista all'Assemblea nazionale, Boris Vallaud, ha annunciato le sue dimissioni dalla guida del Partito Socialista, accentuando ulteriormente le divisioni interne attorno a Olivier Faure e alla strategia del partito in vista delle elezioni presidenziali del 2027.
In una lettera indirizzata al primo segretario del Partito Socialista, i sostenitori di Boris Vallaud hanno denunciato una "strategia di isolamento" e quella che consideravano una struttura di partito eccessivamente verticistica. Il gruppo di Vallaud ha criticato in particolare Olivier Faure per aver governato "senza dialogo" o "senza cercare compromessi".
Una nuova spaccatura indebolisce il Partito Socialista
L'abbandono non riguarda solo il leader dei deputati socialisti: diversi suoi sostenitori stanno lasciando anche la dirigenza nazionale del PS, indebolendo ulteriormente l'equilibrio interno del partito a pochi mesi dal congresso socialista del 2025. Boris Vallaud si era classificato terzo al congresso, prima di svolgere un ruolo chiave nella risicata rielezione di Olivier Faure contro Nicolas Mayer-Rossignol.
La spaccatura riguarda anche la strategia per il 2027. Olivier Faure difende l'idea di primarie di una parte della sinistra, mentre Boris Vallaud si oppone e propone invece un'ampia coalizione che vada "da Ruffin a Glucksmann".
Considerato a lungo un alleato di Olivier Faure all'interno della nuova generazione del Partito Socialista, Boris Vallaud era diventato negli ultimi mesi una delle figure chiave per la stabilizzazione del partito. La sua partenza segna una nuova fase nella crisi che sta attraversando i socialisti, già divisi sulle alleanze con La France Insoumise e sulla posizione da adottare di fronte alla trasformazione della sinistra.
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