Martedì pomeriggio, François Bayrou, Alto Commissario per la Pianificazione e Presidente del MoDem, ha presentato un ambizioso progetto chiamato "Stop the Debt", volto a fermare la crescita del debito pubblico francese entro quattro anni, entro il 2029. Un piano rigoroso, costruito attorno a un principio fondamentale: stabilizzare la spesa pubblica a partire dal 2026, avviando al contempo riforme strutturali in diversi settori chiave come sanità, pensioni e pubblica amministrazione.
Una pausa nella spesa pubblica dal 2026
François Bayrou ha insistito su un punto chiave: lo Stato non deve spendere più nel 2026 rispetto al 2025, ad eccezione del bilancio della Difesa, che è tutelato dagli impegni legati alla Legge di Programmazione Militare 2024-2030, che prevede un aumento di 400 miliardi di euro dei finanziamenti in sette anni. Questa misura mira a imporre una rigorosa disciplina di bilancio, poiché il debito pubblico francese si attesta attualmente a circa 7 miliardi di euro, pari al 3% del PIL.
Riduzione del servizio civile
In linea con questo rigore, Bayrou annuncia la soppressione di 3.000 posizioni nel pubblico impiego a partire dal 2026, principalmente attraverso la mancata sostituzione dei pensionati. Allo stesso tempo, tra 1.000 e 1.500 posizioni aggiuntive saranno eliminate attraverso la chiusura o la fusione di enti pubblici ritenuti "improduttivi". Una misura che richiama la volontà, già espressa da Emmanuel Macron durante il suo primo mandato quinquennale, per razionalizzare l’amministrazione senza toccare le “funzioni sovrane”.
Salute: rifocalizzazione sulle patologie a lungo termine e fine del rimborso al 100%
Il settore sanitario non è risparmiato. Il piano include una riforma dei congedi per malattia, con un'importante novità: il medico di base o lo specialista, e non più solo il medico del lavoro, potranno ora valutare l'idoneità di un dipendente al rientro al lavoro, fatta eccezione per i casi di malattia professionale o infortunio sul lavoro.
Ancora più controversa è la revisione del rimborso al 100% per le patologie a lungo termine. A partire dal 2026, i farmaci prescritti senza un collegamento diretto con la patologia dichiarata non saranno più rimborsati integralmente, una misura volta a ridurre un costo stimato di quasi 22 miliardi di euro all'anno per l'assicurazione sanitaria.
Congelamento di prestazioni sociali e pensioni: un “anno bianco” nel 2026
François Bayrou parla di uno "sforzo collettivo" per tutte le categorie sociali: il 2026 sarà un anno senza aumenti delle pensioni di vecchiaia, delle prestazioni sociali o delle scale di aiuto. Questo annuncio ha conseguenze di vasta portata in un momento in cui l'inflazione, seppur moderata (previsione della Banca di Francia: 2,1% nel 2025), continua a erodere il potere d'acquisto delle famiglie più vulnerabili.
Riforma fiscale: nuovi contributi e fine di alcune agevolazioni fiscali
Il piano attacca anche la tassazione, con una posizione aggressiva contro alcune "scappatoie fiscali ingiustificate" che andrebbero a vantaggio dei contribuenti più ricchi. Bayrou annuncia una revisione della riduzione del 10% sulle pensioni di vecchiaia (articolo 157 bis del Codice generale delle imposte francese), ampiamente criticata per la sua mancanza di progressività. Propone inoltre la creazione di un "nuovo contributo di solidarietà" specificamente destinato ai redditi elevati, senza per il momento specificarne soglie o entità.
Eliminare due giorni festivi: una soluzione per aumentare la produttività
Infine, in un gesto simbolico e potenzialmente socialmente esplosivo, Bayrou solleva la possibilità di eliminare due festività pubbliche, tra cui il lunedì di Pasqua e l'8 maggio, al fine di ottenere l'equivalente di 0,3 punti di PIL in produttività annuale, secondo una stima spesso citata dell'Economic Analysis Council (CAE). Questa misura ricorda l'eliminazione del lunedì di Pentecoste dopo l'ondata di calore del 2003, che in seguito divenne una "giornata di solidarietà".
Una risposta all’emergenza di bilancio
Questo piano giunge mentre la Commissione europea ha riattivato la procedura per disavanzo eccessivo nei confronti della Francia nel giugno 2024, il cui deficit pubblico ha raggiunto il 5,5% del PIL nel 2023, ben al di sopra del limite stabilito dai trattati europei (3%). La Corte dei Conti e diverse agenzie di rating hanno recentemente lanciato l'allarme, chiedendo un calendario credibile per la riduzione del disavanzo.