Si apre un nuovo capitolo nella sequenza politica innescata dallo storico voto del 30 ottobre. Interrogato questo pomeriggio all'Assemblea Nazionale da Marine Le Pen, il Primo Ministro Sébastien Lecornu ha espresso il desiderio che la rinegoziazione dell'accordo franco-algerino del 1968 inizi "il prima possibile". Questa dichiarazione giunge a meno di una settimana dall'adozione, da parte del Rassemblement National, di una risoluzione che chiede la denuncia di tale accordo migratorio, ritenuto "eccezionale" e "obsoleto".
"La questione dei trattati e degli accordi spetta all'esecutivo. Questa è una risoluzione, solo una risoluzione", ha ricordato a tutti il Primo Ministro, rifiutandosi per il momento di impegnarsi in una denuncia esplicita del testo.
Marine Le Pen: "Non è questo il voto dell'Assemblea".
Di fronte alla cauta risposta del Primo Ministro, Marine Le Pen ha immediatamente replicato:
"Signor Primo Ministro, la rinegoziazione dell'accordo con l'Algeria è una sua opinione personale. Ma non è questo il voto dell'Assemblea Nazionale."
Ricordiamo che la risoluzione presentata dal deputato del Raggruppamento Nazionale Guillaume Bigot (Territorio di Belfort) è stata adottata con un solo voto (185 favorevoli, 184 contrari), con il sostegno di alcuni deputati di LR e Horizons. Pur non essendo giuridicamente vincolante, il testo esprime chiaramente la volontà dell'Assemblea Nazionale e quella della maggioranza dei francesi.
Il 74% dei francesi sostiene l'abolizione degli accordi del 1968
Un sondaggio CSA per CNews, JDD ed Europe 1, pubblicato il 31 ottobre, conferma l'entità del sostegno popolare alla posizione difesa dal Raggruppamento Nazionale (RN). Quasi tre quarti dei francesi (74%) si dichiarano favorevoli all'abolizione dell'accordo del 1968 che garantisce agli algerini un trattamento preferenziale in materia di residenza, lavoro e ricongiungimento familiare in Francia.
Questa percentuale raggiunge il 95% tra i sostenitori del RN, il 94% a destra, ma anche più della metà tra gli elettori di sinistra, segno di un ampio consenso nazionale sulla necessità di porre fine a un testo ritenuto iniquo e obsoleto.
Una questione di sovranità
Questo accordo, firmato quasi sessant'anni fa, garantisce ancora ai cittadini algerini uno status che si discosta dal diritto comune, senza reciprocità per i cittadini francesi residenti in Algeria. Mentre lo scrittore franco-algerino Boualem Sansal è in carcere ad Algeri da un anno e il regime algerino si rifiuta di riammettere alcuni dei suoi cittadini espulsi, il perdurare di questi privilegi solleva giustamente interrogativi nella sfera pubblica.
Per Marine Le Pen, la posizione del governo riflette una colpevole timidezza su una questione di sovranità. La leader del Rassemblement National ha ribadito: "La Francia deve finalmente imporsi. Il popolo, attraverso i suoi rappresentanti, ha parlato".