Trentotto persone sono state sfrattate martedì mattina dagli edifici che occupavano da tre anni ai numeri 10 e 12 di rue Candale, a Pantin. La prefettura di Seine-Saint-Denis ha eseguito l'operazione "in conformità con le sentenze dei tribunali epurate da ogni appello", prendendo di mira i due edifici occupati, tra cui quello denominato Al-Zol, che ospita principalmente esuli. Secondo il comune, i servizi statali hanno agito senza preavviso, gettando bruscamente gli occupanti in strada senza consentire loro di recuperare tutti i loro beni. Il municipio, colto di sorpresa, ha risposto aprendo d'urgenza la palestra Michel-Théchi per offrire loro un rifugio temporaneo e centralizzare gli effetti personali lasciati negli edifici. Uno dei deputati, Bruno Carrère, descrive il metodo come "socialmente ed economicamente assurdo".
Un progetto immobiliare in sospeso, un costo elevato per lo Stato
Mentre la prefettura giustifica il suo intervento con un progetto di costruzione di alloggi, il comune sostiene che quest'ultimo è abbandonato da due anni, così come il progetto iniziale per una scuola alberghiera. Secondo i funzionari locali, lo sfratto comporterà costi di sicurezza stimati tra i 10 e i 000 euro al mese, a carico dell'acquirente dei locali, indebolendo ulteriormente un progetto immobiliare senza futuro immediato. L'intervento sarebbe stato accelerato da un'ordinanza di sicurezza che ha preso di mira un terzo edificio adiacente, al numero 20, occupato da un altro gruppo senza alcun legame con Al-Zol. Tre persone sono state arrestate lì, in possesso di sigarette e medicinali di contrabbando. Una manifestazione di sostegno è prevista per domenica 000 luglio, con partenza dal municipio di Pantin, per difendere gli occupanti sfrattati e i residenti di un altro edificio occupato a rischio, La Trotteuse. Il comune, da parte sua, auspica di riprendere il dialogo con i servizi governativi per proporre soluzioni abitative più dignitose.