Lyhanna: Jérôme Barella nel mirino di una denuncia per stupro e violenza domestica presentata dalla moglie.
Lyhanna: Jérôme Barella nel mirino di una denuncia per stupro e violenza domestica presentata dalla moglie.

Jérôme Barella, già incriminato nel caso della morte di Lyhanna, è ora oggetto di una denuncia presentata dalla moglie per "stupro" e "violenza domestica". L'inchiesta è stata aperta il 18 giugno. La moglie è stata interrogata dagli agenti della sezione investigativa della gendarmeria di Tolosa.  

Secondo quanto riferito, queste accuse risalirebbero al 2014.

Durante l'udienza, la denunciante ha confermato i fatti esposti nella sua denuncia. Ha dichiarato, in particolare, che gli stupri sono iniziati nel 2014, dodici anni prima della presentazione della denuncia. È inoltre la madre dei due figli di Jérôme Barella.  

La cerchia familiare è ora al centro dell'indagine.

Questa denuncia apre un nuovo capitolo in un caso già di per sé molto complesso. Finora, i procedimenti noti riguardavano principalmente presunti atti di violenza sessuale contro minori. Questa volta, le accuse derivano da un contesto coniugale. Vengono trattate separatamente, nel rispetto della presunzione di innocenza, ma si aggiungono all'indagine complessiva su Jérôme Barella.  

Lyhanna: le accuse vengono ampliate

Lyhanna, undicenne, è scomparsa il 29 maggio a Fleurance, nel Gers. Era stata ripresa mentre saliva in macchina con Jérôme Barella dopo essere uscita da scuola. Il suo corpo è stato ritrovato il 4 giugno in un silo di grano abbandonato a Puycasquier, a circa quindici chilometri da Fleurance. Jérôme Barella è stato inizialmente accusato di "sequestro di persona e detenzione illegale" e posto in custodia cautelare. Il caso è stato successivamente ampliato per includere le accuse di "omicidio di minore di quindici anni, preceduto o accompagnato da stupro" e "stupro di minore di quindici anni mediante violenza, coercizione, minacce o sorpresa".  

L'autopsia non ha determinato la causa del decesso.

L'autopsia non è stata in grado di determinare con certezza la causa della morte di Lyhanna. Gli esperti hanno riscontrato lividi su braccia e gambe, descritti come segni di lesioni da costrizione, nonché contusioni intorno alla bocca compatibili con traumi o attrito. Ulteriori esami sono tuttora in corso.  

Il sospettato viene incarcerato e isolato.

Jérôme Barella è detenuto in custodia cautelare presso il penitenziario di Mont-de-Marsan. Si trova in isolamento ed è sottoposto a stretta sorveglianza a causa del rischio di suicidio, con controlli ogni mezz'ora.  

Vecchi avvisi, procedure multiple

Prima della morte di Lyhanna, Jérôme Barella era già stato oggetto di diversi procedimenti giudiziari, tra cui denunce di stupro o violenza sessuale su minori, segnalazioni e provvedimenti disciplinari. Alcuni di questi procedimenti erano stati archiviati, altri erano ancora in corso, e altri ancora non avevano portato al suo interrogatorio all'epoca dei presunti reati.  

Carenze già individuate

Un rapporto preliminare di ispezione ha rivelato una serie di errori, omissioni e decisioni inadeguate nella gestione di una precedente denuncia contro Jérôme Barella. Il documento evidenzia in particolare una "gestione viziata" da parte della procura di Auch e "carenze" all'interno della gendarmeria di Lectoure.  

Un caso tuttora in corso

La denuncia presentata dalla moglie di Jérôme Barella non sostituisce gli altri procedimenti giudiziari in corso, ma si aggiunge ad essi. L'indagine ora comprende la morte di Lyhanna, le precedenti accuse di violenza sessuale su minori e le accuse formulate nell'ambito del matrimonio. In questa fase, Jérôme Barella rimane presunto innocente in tutti i procedimenti che non si sono ancora conclusi con una condanna definitiva.

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