L'ex presidente taiwanese Tsai Ing-wen si recherà a Berlino la prossima settimana per partecipare alla Conferenza di Berlino sulla Libertà, ha annunciato mercoledì il suo ufficio. Questo viaggio fa parte di una strategia più ampia per rafforzare i legami tra Taiwan e i paesi europei, in un momento in cui Pechino sta intensificando la pressione diplomatica sull'isola.
Tsai, che lascerà l'incarico nel 2024 dopo due mandati, interverrà lunedì a questo evento dedicato ai valori democratici. Secondo una dichiarazione del suo entourage, spera che questa visita "rafforzi la cooperazione e gli scambi tra Taiwan, la Germania e altre nazioni europee che condividono gli stessi valori".
Sebbene Taiwan sia ufficialmente riconosciuta in Europa solo dal Vaticano, diversi stati continentali, tra cui Francia, Lituania, Polonia e Regno Unito, hanno recentemente inviato numerosi segnali di apertura nei confronti di Taipei, provocando la rabbia di Pechino. La Cina considera ancora l'isola una provincia separatista e si oppone a qualsiasi interazione ufficiale con i suoi leader, passati o presenti.
La diplomazia tedesca si trova quindi al centro di un delicato gioco di equilibri. Il Ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha recentemente esortato Berlino a "opporsi a qualsiasi forma di indipendenza taiwanese", nel contesto delle crescenti tensioni nelle relazioni sino-tedesche. Il Ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul aveva, di fatto, rinviato un viaggio programmato a Pechino il mese scorso.
Dalla fine del suo mandato, Tsai Ing-wen ha continuato a svolgere un ruolo attivo sulla scena internazionale. Lo scorso anno ha visitato il Regno Unito e la Francia per promuovere gli scambi tra Taiwan e le democrazie europee. Il suo successore, Lai Ching-te, da lei sostenuto politicamente, ha confermato il proseguimento di una politica di apertura diplomatica, in particolare attraverso la creazione di un "Gruppo di lavoro per l'Europa" all'interno del Ministero degli Affari Esteri di Taiwan.
Pechino, che ha interrotto ogni dialogo ufficiale con Taipei da quando Tsai Ing-wen è salita al potere nel 2012, vede queste iniziative come una sfida alla propria autorità. Per Taipei, al contrario, queste visite rappresentano un modo per espandere la propria rete di alleati democratici e consolidare la propria posizione sulla scena internazionale di fronte all'isolamento diplomatico imposto dalla Cina.