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Il Senato degli Stati Uniti conferma Jay Clayton come direttore dell'intelligence nazionale.

Il Senato degli Stati Uniti conferma Jay Clayton come direttore dell'intelligence nazionale.
Il Senato degli Stati Uniti conferma Jay Clayton come direttore dell'intelligence nazionale.

Il Senato degli Stati Uniti ha confermato martedì Jay Clayton come direttore dell'intelligence nazionale con un voto di 51 a 47, un voto strettamente di parte, mentre Donald Trump moltiplica le dichiarazioni infondate sulle elezioni presidenziali del 2020.

Jay Clayton, ex presidente della Securities and Exchange Commission (SEC) ed ex procuratore federale del Distretto Meridionale di New York, assumerà la guida delle diciotto agenzie di intelligence statunitensi, tra cui la CIA, la NSA e l'FBI. Queste istituzioni stanno attraversando un periodo turbolento, caratterizzato da cambiamenti ai vertici e da significative riduzioni di personale.

Dopo il voto, Donald Trump ha elogiato la nomina su Truth Social: "Jay è straordinario sotto ogni punto di vista e farà un lavoro spettacolare come regista!"

I democratici hanno votato all'unanimità contro la conferma. La loro principale obiezione: durante le audizioni di conferma, Clayton si è ripetutamente rifiutato di dichiarare esplicitamente che Joe Biden aveva vinto le elezioni presidenziali del 2020, limitandosi ad affermare che il risultato era stato "certificato". "Non sono un negazionista delle elezioni", ha dichiarato, senza rispondere direttamente alla domanda.

Il senatore democratico californiano Adam Schiff ha dichiarato alla CNN che questo rifiuto "suggerisce che, se il presidente Trump vuole che le agenzie di intelligence inventino qualcosa per giustificare un'interferenza nelle elezioni di medio termine, Jay Clayton non avrà il coraggio di opporsi".

Clayton succede a Tulsi Gabbard, che si è dimessa a giugno. Trump ha quindi nominato Bill Pulte, uno stretto collaboratore senza esperienza in materia di sicurezza nazionale, come direttore ad interim della sicurezza nazionale. Sotto la guida di Pulte, le agenzie hanno subito una riduzione del personale di circa il 30% e sono stati resi pubblici documenti di intelligence risalenti al 2020, che illustravano la capacità della Cina di interferire nella politica americana e le vulnerabilità del sistema elettorale.

La conferma giunge in un contesto teso: Trump ha recentemente riproposto le sue infondate accuse di frode elettorale nel 2020, sollevando preoccupazioni sull'indipendenza delle agenzie di intelligence in vista delle elezioni di medio termine.

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