Il presidente americano Donald Trump Ha reagito con forza alla decisione della Commissione europea di multare Google per 890 milioni di euro per pratiche anticoncorrenziali. Ritenendo che tale sanzione colpisca ingiustamente le aziende tecnologiche americane, ha minacciato l'Unione europea con ulteriori ritorsioni commerciali.
In un messaggio pubblicato sul suo social network Truth Social, Donald Trump ha denunciato quello che ha definito un comportamento "illegale" e "altamente immorale". Ha affermato che l'Unione Europea "pagherà un prezzo molto alto" per questa decisione e ha annunciato l'avvio di un'indagine commerciale ai sensi della Sezione 301 del Trade Act statunitense.
Washington brandisce la minaccia di nuove tariffe
La Sezione 301 consente agli Stati Uniti di indagare su pratiche commerciali estere ritenute discriminatorie e di imporre dazi o altre sanzioni economiche in risposta. Donald Trump ha quindi sollevato la possibilità di imporre dazi su nuovi prodotti europei, sostenendo che gli Stati Uniti non dovrebbero più essere, per usare le sue parole, una "mucca da mungere" per l'Europa.
Questa nuova escalation giunge mentre Washington sta già imponendo nuove tariffe a diversi partner commerciali, tra cui l'Unione Europea, in un contesto di persistenti tensioni tra le due sponde dell'Atlantico.
Bruxelles difende la sua politica in materia di concorrenza.
La multa inflitta a Google è la più alta mai comminata ai sensi della legge Legge sui mercati digitali (DMA)Il regolamento europeo mira a disciplinare le grandi piattaforme digitali. Bruxelles accusa il gigante americano di abusare della sua posizione dominante nella ricerca online e sul suo app store Google Play.
La vicepresidente della Commissione europea responsabile per gli affari digitali, Henna Virkkunen, ha assicurato che questa decisione non è specificamente rivolta alle aziende americane, ma che il suo obiettivo è garantire una concorrenza leale tra tutti gli operatori digitali presenti sul mercato europeo.
Google denuncia una decisione dannosa
Google ha contestato la sanzione, sostenendo che rischia di interrompere diversi servizi ampiamente utilizzati dagli utenti internet europei. L'azienda sottolinea, tuttavia, che la multa rappresenta circa lo 0,22% del suo fatturato globale, limitando quindi l'impatto finanziario immediato.
La decisione europea, tuttavia, esacerba le tensioni tra Bruxelles e Washington, dove le principali aziende tecnologiche americane beneficiano di un maggiore sostegno da parte dell'amministrazione Trump. Diversi funzionari americani ritengono che le normative digitali europee prendano di mira in modo sproporzionato le aziende statunitensi e minaccino l'equilibrio delle relazioni commerciali transatlantiche.
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