Centinaia di tunisini sono scesi in piazza Tunisi Sabato per denunciare il aumento dell'inquinamento e il degrado ambientale, in un movimento di rabbia che sta prendendo piede in tutto il Paese.
La mobilitazione, parte della città industriale di Gabès, si è diffuso nella capitale dopo diverse settimane di proteste locali. I manifestanti indicano un impianto chimico statale, accusato di essere causa di grave contaminazione dell'aria, dell'acqua e del suolo, mettendo a repentaglio la salute dei residenti e la biodiversità della regione.
I partecipanti hanno esposto cartelli che denunciavano "il silenzio del governo" e chiedevano misure urgenti per proteggere l'ambiente e migliorare i servizi pubblici.
Questa ondata di malcontento costituisce la più grande sfida popolare per il presidente Kaïs Saïed da quando ha preso il potere nel 2021, in un contesto di persistente crisi economica, elevata disoccupazione e una generale perdita di fiducia nelle istituzioni.
Per molti tunisini, questa crisi ecologica dimostra l'incapacità delle autorità di rispondere bisogni fondamentali della popolazione, poiché l'inquinamento industriale continua a minacciare la vita quotidiana in diverse regioni del Paese.