Il Consiglio di Stato, la più alta corte amministrativa francese, ha annullato lunedì un decreto emesso nel luglio 2024 dal Ministro dell'Ecologia, che esentava i progetti per la creazione di specchi d'acqua di dimensioni inferiori a un ettaro dai rigorosi requisiti di protezione ambientale nelle zone umide. Il tribunale ha stabilito che il decreto violava il principio di non regressione degli standard ambientali, sancito dalla legge dell'8 agosto 2016 per il ripristino della biodiversità, che stabilisce che il livello di protezione ambientale può essere ridotto solo per legge. La decisione ha fatto seguito a un ricorso presentato da sei associazioni, tra cui France Nature Environnement, la Lega per la protezione degli uccelli e Eau et Rivières de Bretagne (Acque e fiumi della Bretagna).
Il decreto annullato contestava un quadro normativo più restrittivo, istituito nel 2021, che subordinava la creazione di qualsiasi bacino idrico nelle zone umide a tre condizioni cumulative: dimostrare un rilevante interesse pubblico, dimostrare l'assenza di un'alternativa meno dannosa e prevedere misure compensative. Rispondeva a una richiesta del settore agricolo, espressa durante le manifestazioni di inizio 2024, di facilitare la creazione di bacini di stoccaggio idrico in previsione della siccità estiva.
Un problema che va oltre la superficie
Il Consiglio di Stato ha ritenuto l'allentamento tanto più problematico in quanto la maggior parte dei corpi idrici individuati in Francia ha una superficie inferiore a un ettaro, secondo l'inventario nazionale stabilito dal Ministero della Transizione Ecologica nel 2024. La misura avrebbe quindi potuto incidere sulla maggior parte dei progetti, nonostante le piccole zone umide svolgano un ruolo riconosciuto per la biodiversità, la filtrazione dell'acqua e lo stoccaggio del carbonio.
La Corte rileva inoltre che il 41% delle principali zone umide francesi si è deteriorato tra il 2010 e il 2020, il che ha spinto le autorità pubbliche ad adottare nel 2022 un piano nazionale per la salvaguardia di questi ambienti, valido fino al 2026.