Le fiamme sono ormai contenute nella foresta di Fontainebleau, ma un'altra battaglia sta per iniziare: la lotta per aiutare le migliaia di animali colpiti dall'incendio. In quest'area protetta Natura 2000, rinomata per la sua ricchezza ecologica con quasi 6.600 specie animali, le associazioni per la tutela della natura si stanno già mobilitando per soccorrere la fauna selvatica, esortando al contempo alla pazienza e alla prudenza.
Migliaia di volontari si sono mobilitati, ma gli interventi sono supervisionati.
La Lega per la Protezione degli Uccelli (LPO) Île-de-France, in collaborazione con le associazioni AGEPA e FUTUR, ha lanciato un appello ai volontari che ha riscosso un'enorme risposta. Più di 5.000 persone hanno risposto all'appello, mentre l'associazione FUTUR riferisce di aver raccolto oltre 6.100 volontari attraverso i suoi gruppi WhatsApp. Nonostante questa mobilitazione, le associazioni sottolineano che non è possibile effettuare alcun intervento nelle aree colpite senza l'autorizzazione delle autorità, poiché alcune zone rimangono pericolose a causa di focolai persistenti, in particolare nelle torbiere.
Specializzata nel soccorso di animali selvatici dopo gli incendi della Gironda del 2022, l'associazione Wayne the Pooh ha spiegato all'HuffPost che i suoi team ispezionano ogni ettaro bruciato per individuare animali feriti, disidratati o che soffrono di intossicazione da fumo. I centri di riabilitazione per animali selvatici vengono contattati solo come ultima risorsa, soprattutto perché sono già sottoposti a una notevole pressione a causa delle ondate di calore. La LPO (Lega per la Protezione degli Uccelli) sottolinea in particolare che il Centro per la Fauna Selvatica di Alfort ha registrato un aumento del 52% del numero di animali accolti nel giugno 2025 rispetto all'anno precedente.
Una ricostruzione che richiederà anni
Oltre agli interventi di soccorso d'emergenza, le conseguenze per la biodiversità potrebbero essere considerevoli. Secondo Winnie the Pooh, gli incendi colpiscono duramente la piccola fauna selvatica, come rettili, anfibi, insetti, lumache e persino i loro nidi e uova. Durante il vasto incendio delle Corbières del 2025, l'associazione ha stimato che quasi dieci milioni di animali siano morti, principalmente queste specie elusive.
Una volta che le fiamme saranno completamente spente, l'Ufficio Nazionale delle Foreste (ONF) si occuperà di favorire il ritorno della fauna selvatica, in particolare ripristinando gli stagni, monitorando le popolazioni animali e, se necessario, limitando la caccia nelle aree colpite. Secondo l'ONF, i grandi mammiferi e alcuni uccelli potranno ricolonizzare gradualmente l'area non appena la vegetazione ricrescerà, ma il completo recupero degli ecosistemi potrebbe richiedere diversi decenni. Nel frattempo, le associazioni ambientaliste chiedono al pubblico di non entrare nelle aree bruciate e di seguire le raccomandazioni della Lega per la Protezione degli Uccelli (LPO) per il salvataggio degli animali selvatici senza metterne a repentaglio la sopravvivenza.
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