Il presidente americano Donald Trump Mercoledì gli Stati Uniti hanno dichiarato di essere pronti a lanciare nuovi attacchi contro l'Iran se non si raggiungerà un accordo di pace, pur affermando di essere disposti ad aspettare "qualche giorno" per ottenere quella che hanno definito una "risposta positiva" da Teheran.
In un momento di forte tensione in Medio Oriente, Trump ha affermato che Washington era stata "molto vicina" alla ripresa delle ostilità, ribadendo che gli Stati Uniti avrebbero potuto colpire l'Iran "molto duramente" in caso di fallimento dei negoziati.
Da parte sua, l'Iran ha avvertito che un attacco statunitense scatenerebbe una guerra regionale di più ampia portata. Teheran chiede, in particolare, la revoca delle sanzioni statunitensi, la fine del blocco economico e lo sblocco dei fondi iraniani congelati all'estero come parte di un eventuale accordo.
Secondo Reuters, due petroliere cinesi con a bordo circa 4 milioni di barili di petrolio hanno lasciato lo Stretto di Hormuz, evidenziando le persistenti preoccupazioni per la sicurezza energetica globale in quest'area strategica.
I colloqui tra Washington e Teheran si svolgono in un contesto di significativa instabilità regionale e di crescente pressione diplomatica sul programma nucleare iraniano.
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